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CronacaTorino

Violenza al parco dell’Arrivore, aperto un secondo fascicolo sulla spedizione punitiva

La Procura sta svolgendo accertamenti su una presunta spedizione punitiva ai danni del ventenne accusato della violenza e che ha ammesso le proprie responsabilità.

Gabriele Farina

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TORINO – C’è un secondo filone d’indagine parallelo a quello sulla violenza sessuale ai danni di un ragazzino di 12 anni al parco dell’Arrivore, nella periferia nord di Torino. La Procura sta infatti svolgendo accertamenti anche su una presunta spedizione punitiva ai danni del ventenne accusato della violenza e che ha ammesso le proprie responsabilità.

A raccontare agli investigatori di essere stato aggredito è stato lo stesso ventenne. Secondo la sua versione, dopo gli abusi sarebbe stato raggiunto da alcune persone che potrebbero essere amici o parenti del dodicenne. L’ipotesi è che abbiano deciso di farsi giustizia da soli.

Sul secondo episodio è stato aperto un fascicolo per minaccia aggravata dall’uso di un’arma. Il ventenne ha raccontato di essere stato accerchiato e picchiato e di essere stato anche colpito a una gamba con un’arma da taglio. Un racconto che dovrà ora essere verificato dagli investigatori, anche per ricostruire con precisione la dinamica e identificare le persone eventualmente coinvolte.

Le immagini del minimarket e la fuga

Secondo quanto emerso, gli aggressori avrebbero potuto riconoscere il ventenne anche grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza di un minimarket della zona. Le telecamere lo avrebbero ripreso dopo la violenza sessuale.

Dopo l’aggressione, l’uomo sarebbe riuscito a scappare, fino a quando è stato rintracciato dalla Squadra Mobile al termine di tre giorni di ricerche. Gli investigatori dovranno chiarire anche l’eventuale coinvolgimento del nonno del ragazzino e il ruolo delle altre persone che potrebbero aver partecipato all’aggressione.

Il gip ha convalidato il fermo: il ventenne resta in carcere

Intanto il ventenne resta in carcere. Il giudice per le indagini preliminari ha infatti convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari.

Tra gli elementi considerati dal gip ci sarebbero il pericolo di reiterazione del reato, il rischio di fuga e la gravità dell’accusa. Il ventenne è indagato per violenza sessuale aggravata ai danni del dodicenne.

Proseguono inoltre gli accertamenti sul suo telefono cellulare, che l’uomo aveva perso durante la fuga e che è stato successivamente ritrovato. La polizia sta analizzando il contenuto del dispositivo, in particolare fotografie e video, per verificare se possano emergere elementi relativi ad altri episodi e, in particolare, per escludere il coinvolgimento del ventenne in eventuali abusi ai danni di altri minorenni.

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