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“Remigrare i fascisti su Marte”: i manifesti satirici di Extinction Rebellion spuntano anche a Torino
La campagna satirica rievoca i fatti accaduti lo scorso maggio a Roma, quando un’attivista era stata denunciata per vilipendio al Governo
TORINO – Nelle ultime ore, lungo le arcate e i muri di via Po, sono comparsi i manifesti con cui il collettivo ambientalista Extinction Rebellion ha lanciato una nuova campagna di satira politica, comparsa contemporaneamente anche a Roma, Bologna, Venezia, Treviso, Trento e Parma.
L’azione vede al centro un grande razzo spaziale nero intriso di petrolio a cui appaiono aggrappati, con tratti caricaturali e in lacrime, la premier Giorgia Meloni, Donald Trump e Roberto Vannacci, accompagnati dal messaggio: «Remigrare i fascisti su Marte, per difendere la Terra».
Il significato
L’iniziativa nasce come risposta diretta alla notizia della denuncia per vilipendio della Repubblica e del Governo notificata dalla Procura di Roma a un’attivista del movimento. Il fascicolo giudiziario era scaturito dall’installazione scenografica esposta lo scorso 30 maggio durante un presidio in piazza dell’Esquilino nella Capitale: un razzo analogo rimosso e sequestrato tempestivamente dalle forze dell’ordine per profili penali legati alle caricature esposte.
Dalla contestazione circoscritta all’episodio, la protesta si è trasformata in un attacchinaggio diffuso che mira a denunciare l’irrigidimento delle norme sul dissenso pubblico, dalle misure previste dall’ultimo decreto sicurezza fino ai controlli sulle manifestazioni di piazza. Gli attivisti contestano in parallelo le scelte dell’esecutivo su combustibili fossili ed estrazione di gas e idrocarburi nel pieno dell’emergenza climatica, rivendicando l’uso della satira visiva contro le politiche governative.
Portando i poster sotto i portici dell’arteria torinese, Extinction Rebellion ha voluto ribadire che la libertà di espressione e di critica troverà spazio sui muri urbani ogni volta che verrà compressa nelle piazze.
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