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CronacaTorino

Si è sciolto dopo un lancio di lacrimogeni il corteo a Torino, Cirio: «Ferma condanna a chi anche oggi ha scelto l’illegalità e la violenza»

L’assessore Cameroni: «Agli studenti che hanno aggredito forze dell’ordine ricordo che dietro ogni divisa ci sono padri, madri o ragazzi poco più grandi»

Marco Lovisolo

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TORINO – Si è sciolto dopo le 20.30 il corteo che ha animato le vie di Torino quest’oggi. L’ultimo atto della manifestazione è un’immagine fedele delle scene di guerriglia che si sono viste anche questa volta tra alcuni manifestanti e la polizia. Un fitto lancio di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine, in risposta alle bottiglie e alle barricate, è stato infatti l’atto conclusivo di questa seconda parte di giornata. Il ritrovo in piazza Castello, le prime scaramucce con i blocchi degli agenti, poi le cariche in piazzetta Reale e in lungo Dora Savona.

Il lancio di lacrimogeni e l’uso degli idranti da parte della polizia in corso Oddone. Infine, il tentativo – respinto dalle forze dell’ordine – di una parte della folla di avanzare verso il centro cittadino dalla zona di corso Vigevano e piazza Baldissera. Le forze dell’ordine hanno arrestato una persona dopo i disordini di oggi, 22 le persone denunciate.

Molti ovviamente i disagi per il traffico.

«Da giorni la città ha vissuto con paura l’attesa del corteo di oggi, con negozi che hanno chiuso, perdendo una giornata di lavoro, e altri che hanno addirittura dovuto proteggere le vetrine con pannelli di legno per evitare le devastazioni avvenute nei giorni scorsi» tuona il presidente della Regione Alberto Cirio in un comunicato diffuso in serata – «E ancora una volta, purtroppo, un manipolo di teppisti ha scambiato intenzionalmente il diritto al dissenso con lo scontro, la violenza, l’attacco alle forze dell’ordine, arrivando addirittura a bruciare l’immagine del presidente del Consiglio. È ora di dire basta. Chi era in piazza pacificamente si dissoci, e così facciano anche tutte le forze politiche. Non è con la violenza, la prevaricazione e l’intolleranza che si può dialogare.

Alle forze dell’ordine che, ancora una volta, hanno protetto la nostra sicurezza e quella dei beni pubblici e privati, e ai commercianti che hanno rinunciato a un giorno di lavoro, va tutta la nostra solidarietà. A chi invece, anche oggi, ha scelto l’illegalità e la violenza, va la nostra ferma e netta condanna».

«Agli studenti che anche oggi, a Torino, hanno aggredito le forze dell’ordine ricordo che dietro ogni divisa ci sono padri, madri o ragazzi poco più grandi di loro» così l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni – «Lavoratori, gli stessi per i quali dicono di manifestare e chiedere diritti. Intollerabile anche il gesto di bruciare la fotografia del presidente del Consiglio Giorgia Meloni: un atto vergognoso, che nulla ha a che vedere con il legittimo dissenso.

Manifestare è un diritto tutelato dalla Costituzione, aggredire e intimidire non lo sono mai. Chi sceglie la violenza passa dalla parte del torto e perde ogni credibilità come interlocutore. Le istituzioni ascoltano chi protesta pacificamente e difendono senza esitazioni chi garantisce la sicurezza di tutti. Anche la loro».

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