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A Novi tiene banco il futuro dello stabilimento ex Ilva
Nel consiglio comunale aperto, sindacati e lavoratori hanno chiesto di poter continuare a lavorare. Si attende la decisione sull’altoforno di Taranto
NOVI – Ieri il consiglio comunale aperto a Novi (AL), oggi la discussione nelle commissioni Industria e Sanità del Senato e in Consiglio dei Ministri a Roma. Prosegue il confronto sulla vertenza dell’ex Ilva che riguarda anche lo storico stabilimento di Novi Ligure, aperto nel 1912 e ora a rischio stop produttivo.
È stato molto partecipato ieri il consiglio comunale aperto per il quale il sindaco Rocchino Muliere aveva chiamato a raccolta la cittadinanza. Presenti al Museo dei Campionissimi, sede designata per l’assemblea, sindacati, lavoratori, sindaci, molti cittadini novesi e il consigliere regionale Bussalino. Il sindaco di Novi ha chiesto che, in questa fase in cui si attende di conoscere il futuro dello stabilimento di Taranto, l’acciaio da lavorare a Novi venga importato da fornitori esterni. I sindacati hanno ribadito la richiesta di unione e di collaborazione per far fronte comune e hanno sottolineato la necessità di garantire la continuità delle attività di lavorazione nel sito per non limitarsi a ricevere ammortizzatori sociali. Durante l’assemblea si è parlato anche del mantenimento dei posti di lavoro e della necessità di un piano industriale organico per tutto il gruppo.
Per ora, per la maggior parte dei dipendenti dello stabilimento nell’Alessandrino la prospettiva è la cassa integrazione fino a febbraio. L’assessore regionale Bussalino ha confermato però la Regione ha stretto un accordo con le banche perché anticipino gli emolumenti e pagherà gli interessi passivi. La stessa misura verrà presa nei confronti dei lavoratori degli altri due stabilimenti piemontesi, a Racconigi e a Cornigliano
Il governo intanto è al lavoro per individuare nuove iniziative industriali in grado di generare ricadute occupazionali concrete e offrire prospettive di sviluppo al territorio di Taranto. Oggi la vicenda dell’ex Ilva è stata discussa nelle commissioni Industria e Sanità del Senato ed è in corso di discussione in Consiglio dei Ministri a Roma.
Per l’ultimo altoforno dell’ex Ilva, quello di Taranto, si attende la pronuncia della Cassazione, mentre il 9 novembre scadrà anche il termine per le manifestazioni di interesse ad acquisire Acciaierie d’Italia.
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