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A Torino il sit-in dei coltivatori davanti a Palazzo Lascaris: richiesti 10 interventi per salvare l’agricoltura piemontese – FOTO

Il Consiglio regionale ha ricevuto una delegazione di Coldiretti e ha promesso fondi e altre iniziative

Marco Lovisolo

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TORINO – “Carburante d’oro = futuro in cenere”, “Costi fuori controllo = no futuro per l’agricoltura”, “Dignità per il reddito degli agricoltori”. Questi alcuni degli slogan esposti in bella vista dagli agricoltori di Coldiretti che si sono riuniti questa mattina in un sit-in davanti a Palazzo Lascaris a Torino, sede del Consiglio regionale del Piemonte.

I 10 punti chiave per la sopravvivenza di un’agricoltura fiorente

Il presidio ha richiamato 4 mila lavoratori da tutto il Piemonte, che hanno chiesto di difendere il futuro degli imprenditori e tutelare la salute dei cittadini (“No ai cibi ultraformulati nelle mense pubbliche”), illustrando “10 interventi prioritari per la sopravvivenza della nostra agricoltura nell’interesse dell’intera società”. Li riassumiamo così.

  • Costi di produzione alle stelle e non più sopportabili: serve un urgente intervento diretto per contenere il caro gasolio ed estendere il sostegno relativo al caro fertilizzanti a tutti i comparti produttivi.
  • Filiere produttive: occorre un’azione per tutelare le imprese e le aggregazioni d’imprese contro lo strapotere della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera. A tal proposito è stato chiesto un confronto in Regione con gli attori della distribuzione organizzata.
  • Cambiamenti climatici e gestione irrigua: non è ancora stata avviata la procedura, nei confronti del ministero, per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, poiché l’estate 2026 è stata la più calda degli ultimi 70 anni. Parallelamente, secondo Coldiretti serve un piano invasi multifunzionale per evitare di operare sempre in emergenza.
  • Cibo e salute: promuovere una cultura della sana alimentazione deve diventare una delle priorità delle linee di indirizzo del Piemonte per difendere la salute dei cittadini contro i cibi ultraformulati, inserendo ulteriori specifiche indicazioni nei capitolati delle mense pubbliche.
  • Ambiente e territorio: serve maggiore flessibilità rispetto alla fase di completa attuazione del Piano Stralcio Agricoltura, parte integrante del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria, per concedere più tempo alle imprese zootecniche, prevedendo un periodo di sospensione delle sanzioni.
  • Gestione del rischio: servono risorse aggiuntive per le polizze agevolate
  • Consumo di suolo: la tutela delle aree agricole deve rappresentare uno degli obiettivi primari della Regione, contrastando al massimo il consumo di suolo, fino ad azzerarlo
  • Fauna selvatica: secondo gli agricoltori, è urgente rafforzare l’azione di contenimento. Si è aggiunta negli ultimi due anni, spiegano, la beffa rappresentata dal riconoscimento solo parziale del valore del danno periziato. È necessaria, dunque, una riforma dell’attuale assetto del sistema venatorio regionale.
  • Lavoro stagionale: sostenere l’accoglienza innescando processi virtuosi, mettendo in sicurezza la manodopera agricola stagionale, sostenendo quelle imprese che vogliono realizzare investimenti finalizzati proprio a tale scopo.
  • Montagna e pascoli: è necessaria, visto il diverso andamento climatico, una revisione delle fasce altimetriche, ma anche dei periodi in cui è attualmente consentito il pascolamento per favorire la tutela ambientale ed il presidio dei territori montani.

«La situazione sta diventando insostenibile»

Riguardo alla situazione specifica nel Torinese, parla il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici: «Per le aziende agricole del Torinese la situazione sta diventando insostenibile. Il prezzo del gasolio agricolo, dei fertilizzanti e dell’energia stanno mettendo in crisi la stessa sopravvivenza del nostro settore agricolo. Ma al rialzo dei costi di produzione si aggiungono i prezzi troppo bassi che vengono imposti agli agricoltori dall’industria alimentare e dalla Grande distribuzione. La nostra agricoltura per produrre il nostro cibo spende al limite del collasso e non guadagna niente. Non si potrà andare avanti così».

Il colloquio con la Giunta regionale

Una delegazione è stata ricevuta in Consiglio dal presidente della Giunta regionale Nicco e dall’assessore Bongioanni; erano presenti anche tutti i consiglieri regionali. In questa sede gli agricoltori hanno ribadito la necessità di intervenire con tempestività per garantire il futuro dell’agricoltura piemontese, l’occupazione e la tutela del territorio, portando all’attenzione dell’assemblea le crescenti difficoltà affrontate dalle aziende agricole.

A pesare sui bilanci delle imprese, come sottolineato durante l’audizione dalla presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari e dal direttore Bruno Rivarossa, sono soprattutto il caro gasolio e l’incremento dei costi di produzione, che riducono progressivamente i margini di sostenibilità delle attività. A queste criticità si aggiunge il rapporto squilibrato con la grande distribuzione organizzata, che rischia di comprimere il potere contrattuale dei produttori e di penalizzare il valore riconosciuto alle materie prime agricole.

Quali misure prenderà la Regione Piemonte?

L’assessore Paolo Bongioanni, collegato da remoto, ha ribadito uno stanziamento di circa 8 milioni di euro per contrastare il rincaro del gasolio agricolo.

Sono, inoltre, diversi gli ulteriori impegni assunti nei confronti dell’agricoltura piemontese, come enunciato dal presidente del Consiglio regionale in chiusura del presidio: dalla volontà di convocare il tavolo filiere ed il tavolo con la GDO per quanto riguarda la filiera ortofrutticola fino alla convocazione del Tavolo verde per affrontare le varie urgenze che abbiamo presentato, dal vietare nelle mense pubbliche l’utilizzo di cibi ultraprocessati, al rivedere le tempistiche di adeguamento per le aziende zootecniche rispetto alle misure previste dal Piano regionale per la qualità dell’aria, oltre a prevedere azioni a supporto del comparto delle nocciole e intervenire per alleggerire la pressione degli oneri finanziari sulle aziende.

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