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Città della Salute, vaccini: nasce l’ambulatorio dedicato ai pazienti più fragili e il counseling vaccinale in tutti i reparti
Le Molinette e l’ospedale infantile Regina Margherita hanno inaugurato ambulatori vaccinali dedicati
TORINO – La Città della Salute e della Scienza di Torino ha creato un nuovo percorso che integra la vaccinazione direttamente all’interno della presa in carico clinica dei pazienti. Una svolta che arriva mentre entra nel vivo la stagione vaccinale in Piemonte, regione in cui il tasso di copertura antinfluenzale tra gli over 65 si è fermato al 51%, ben lontano dall’obiettivo minimo del 75%.
L’ospedale, quindi, non è più soltanto il luogo in cui ci si ricovera o ci si sottopone a una visita specialistica, ma diventa una vera e propria alleanza per la salute e la protezione.
Oltre 2.800 dosi e ambulatori dedicati ai più fragili
Il riscontro più concreto di questa nuova strategia si traduce nei numeri: oltre 2.800 dosi somministrate ai pazienti più vulnerabili. Per chi ha ricevuto un trapianto (un settore che vede l’Azienda torinese al primo posto in Italia con 488 interventi nel solo 2025), vive in condizioni di immunodepressione o sta affrontando terapie oncologiche, un’infezione banale come l’influenza o il Covid può compromettere un organo o interrompere le cure salvavita.
Per rispondere a questa esigenza, le Molinette e l’ospedale infantile Regina Margherita hanno inaugurato ambulatori vaccinali dedicati, inseriti nella rete nazionale Ospivax e aperti tutto l’anno. Dal loro avvio hanno seguito oltre 400 pazienti, garantendo calendari e schemi di vaccinazione personalizzati in stretto accordo con le terapie in corso.
Il ruolo dello specialista: dalla visita alle dimissioni
Per la grande maggioranza dei cittadini, tuttavia, l’ospedale non sarà il luogo fisico della vaccinazione, ma il punto d’origine di un consiglio medico qualificato. I pazienti cronici vedono lo specialista con frequenza e ripongono in lui una profonda fiducia: per questo l’Azienda ha avviato un imponente piano di formazione interna rivolto ai medici di reparto.
Nei reparti e nelle aree comuni arriveranno materiali informativi per operatori e famiglie, mentre il prossimo passo concreto sarà l’inserimento di un promemoria vaccinale in tutte le lettere di dimissione. L’obiettivo è chiaro, come spiega la direzione: fare in modo che un paziente, uscendo dalle Molinette, non sia solo curato, ma anche più consapevole e protetto.
Un lavoro di rete che non sostituisce il territorio
Gli ideatori del progetto tengono a precisare che non c’è alcuna sovrapposizione con i servizi territoriali. I medici di famiglia, i centri vaccinali delle ASL e le farmacie restano i capisaldi della prevenzione per la popolazione generale, affiancati quest’anno dalla possibilità di raggiungere nuove categorie di fragili. L’ospedale interviene direttamente dove è richiesto un setting clinico protetto, mentre per tutti gli altri rappresenta il megafono per far nascere o maturare la scelta di vaccinarsi.
L’appello ai cittadini
L’invito rivolto a chi convive con una malattia cronica o è seguito in ospedale è quello di non esitare: chiedere sempre allo specialista o al medico di famiglia quali vaccinazioni siano raccomandate. Non solo l’antinfluenzale e l’anti-Covid, ma anche le coperture fondamentali contro pneumococco, Herpes Zoster e difterite-tetano-pertosse.
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