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In 31 province italiane si spende in gioco d’azzardo più di quanto si spende per mangiare, la situazione in Piemonte

Un altro elemento preso in considerazione dall’indagine riguarda la disponibilità di strutture pubbliche dedicate alla cura del disturbo da gioco d’azzardo

Gabriele Farina

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TORINO – Quanto si gioca nelle province piemontesi e quanti sono i centri pubblici a disposizione di chi sviluppa una dipendenza dal gioco d’azzardo? Una nuova analisi pubblicata da GiocoResponsabile.info mette a confronto i dati sul gioco in Italia con la presenza dei servizi pubblici di cura, evidenziando differenze importanti anche all’interno del Piemonte.

La ricerca, aggiornata al 3 novembre 2026, prende in considerazione 103 aree territoriali e incrocia i dati del Libro Nero dell’Azzardo 2026, relativi al gioco nel 2025, con quelli dell’Istat e del censimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità sui centri per il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo.

Nella graduatoria complessiva, che combina l’intensità del gioco con la disponibilità di servizi pubblici, la provincia piemontese nella posizione più alta è Vercelli, al 34° posto. Seguono Novara al 60°, Verbano-Cusio-Ossola al 68°, Torino al 69° e Alessandria al 71°. Più in basso Biella, al 95° posto, Asti al 99° e Cuneo al 100°.

La classifica delle province piemontesi

Ecco i dati riportati nello studio per gli otto territori del Piemonte:

Provincia Posizione nazionale Giocato annuo per adulto Giocato mensile per famiglia Centri pubblici censiti
Vercelli 34 2.709 € 415 € Nessuno
Novara 60 2.820 € 443 € 1
Verbano-Cusio-Ossola 68 3.151 € 474 € 1
Torino 69 2.814 € 417 € 9
Alessandria 71 2.868 € 428 € 2
Biella 95 2.142 € 323 € 1
Asti 99 2.484 € 386 € 2
Cuneo 100 2.143 € 335 € 4

Il dato che emerge è quello del Verbano-Cusio-Ossola, dove il giocato raggiunge 3.151 euro all’anno per adulto, il valore più alto tra le province piemontesi considerate. Si tratta di circa 474 euro al mese per famiglia, secondo la stima elaborata dalla ricerca.

Al secondo posto per giocato annuo per adulto c’è Novara, con 2.820 euro, seguita da Torino con 2.814 euro. Alessandria registra 2.868 euro, mentre Vercelli si attesta a 2.709 euro.

I valori più bassi si trovano invece a Biella, con 2.142 euro all’anno per adulto, e Cuneo, con 2.143 euro.

Torino ha nove centri pubblici, Vercelli non ne ha nessuno

Un altro elemento preso in considerazione dall’indagine riguarda la disponibilità di strutture pubbliche dedicate alla cura del disturbo da gioco d’azzardo.

In Piemonte la situazione è particolarmente differenziata. La provincia di Torino è quella che presenta il maggior numero di centri pubblici censiti, nove. Seguono Cuneo con quattro, Alessandria e Asti con due ciascuna, mentre Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Biella ne hanno uno.

Il dato più critico riguarda Vercelli: nella piattaforma nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità non risulta censito alcun centro pubblico per la cura del disturbo da gioco d’azzardo.

È importante precisare che il censimento dell’ISS viene aggiornato dalle strutture stesse e potrebbe non comprendere tutti i servizi effettivamente attivi. L’assenza di un centro nella banca dati, quindi, non dimostra necessariamente che sul territorio non esistano servizi di assistenza.

In Italia si gioca più di quanto si spende per mangiare in 31 province

Allargando lo sguardo al quadro nazionale, lo studio evidenzia una situazione significativa: nel 2025 ogni famiglia italiana ha giocato in media circa 515 euro al mese. Una cifra vicina ai 552 euro mensili destinati all’acquisto di alimenti e bevande analcoliche e superiore ai 438 euro di affitto medio pagati dalle famiglie in locazione.

In 31 province italiane il denaro giocato supera addirittura la spesa alimentare media mensile delle famiglie. In 54 territori supera anche l’affitto medio.

La situazione più evidente si registra a Caserta, dove il giocato medio mensile per famiglia arriva a circa 850 euro, davanti a Napoli con 825 euro e Prato con 791 euro.

Le province piemontesi non rientrano tra quelle in cui il giocato medio familiare supera la spesa alimentare regionale, indicata per il Piemonte in 580 euro mensili. Anche il confronto con l’affitto medio, pari a 477 euro, restituisce valori inferiori in tutti gli otto territori.

Oltre 21 miliardi di euro persi dagli italiani nel 2025

Lo studio sottolinea anche una distinzione importante: il giocato non corrisponde alle perdite effettive. Il dato comprende infatti anche le vincite che vengono nuovamente puntate e serve a misurare il volume complessivo del denaro che passa attraverso slot machine, scommesse, lotterie e piattaforme online.

Secondo il Libro Nero dell’Azzardo 2026, nel 2025 gli italiani hanno perso complessivamente 21,88 miliardi di euro, a fronte di oltre 165 miliardi di euro giocati.

A livello nazionale, il censimento dell’Istituto Superiore di Sanità riporta 241 centri per la cura del disturbo da gioco d’azzardo, di cui 197 pubblici. In 28 delle 103 aree territoriali considerate dalla ricerca non risulta censito alcun servizio pubblico.

Per chi ha problemi con il gioco d’azzardo, o è preoccupato per una persona vicina, è disponibile il Telefono Verde Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, al numero 800 558822, gratuito e anonimo.

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