CronacaTorino
Diffondono video intimi di una coppia tra gli studenti: due giovani condannati, risarcimenti per gli ex fidanzati
Il tribunale ha riconosciuto alla giovane una provvisionale di 4 mila euro e all’ex fidanzato di 2 mila euro, oltre a 5 mila euro complessivi per le spese legali delle parti civili.
TORINO – La vicenda risale all’aprile 2023, quando alcuni filmati intimi che ritraevano una ragazza, all’epoca minorenne, insieme al fidanzato iniziarono a circolare tra gli studenti dell’istituto Murialdo. Secondo l’accusa, due amici avrebbero sottratto dal telefono del ragazzo circa 60 fotografie e alcuni video privati, per poi condividerli con altri studenti. Il giudice ha inflitto al primo imputato un anno e due mesi di reclusione e 4.200 euro di multa, mentre il secondo è stato condannato a un anno di reclusione e 4 mila euro di multa. Per entrambi sono state concesse la sospensione condizionale della pena e la non menzione.
Il tribunale ha inoltre riconosciuto alla giovane una provvisionale di 4 mila euro e all’ex fidanzato di 2 mila euro, oltre a 5 mila euro complessivi per le spese legali delle parti civili.
La scoperta dei filmati e la denuncia
La vicenda era emersa quando la ragazza aveva saputo che alcuni video a sfondo sessuale che la ritraevano stavano circolando tra gli studenti della scuola. Dopo aver ricevuto conferma della diffusione da parte di un conoscente, aveva deciso di presentare denuncia.
Le prime indagini avevano coinvolto anche il fidanzato, ma gli accertamenti avevano successivamente escluso un suo ruolo nella diffusione dei contenuti.
Gli investigatori erano arrivati ai due giovani attraverso la ricostruzione di un episodio avvenuto il 1° agosto 2022, durante una festa a Garzigliana. In quell’occasione, il proprietario del telefono aveva affidato per alcuni minuti il proprio smartphone ai due amici, chiedendo loro di riprenderlo mentre si trovava sulle giostre insieme al fratello minore.
Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Dionigi Tibone, i due avrebbero approfittato di quel momento per accedere alla galleria del dispositivo, copiare le fotografie e i video privati e successivamente inoltrarli in diverse chat.
I messaggi tra gli imputati: «Me ne pento molto»
Tra gli elementi raccolti durante le indagini figurano anche alcuni messaggi scambiati tra gli imputati in cui ammettevano le loro colpe.
Uno dei due giovani avrebbe inoltre ammesso che i filmati erano stati visti da numerosi studenti dell’istituto Murialdo.
Durante il processo, uno degli imputati aveva riconosciuto la gravità del proprio comportamento e chiesto scusa alla ragazza, sostenendo tuttavia di non sapere che fosse minorenne.
Il procuratore aggiunto Dionigi Tibone, nel corso della requisitoria, aveva escluso che l’accaduto potesse essere liquidato come una semplice bravata, definendolo una forma di «violenza psicologica».
La difesa contesta la ricostruzione
Le difese, rappresentate dagli avvocati Andrea Mario Marchetti e Francesco Marrelli, avevano contestato alcuni aspetti della ricostruzione accusatoria. In particolare, avevano sostenuto che i loro assistiti non fossero in grado di conoscere l’identità e l’età della ragazza.
I legali avevano inoltre richiamato una perizia tecnica sul telefono, secondo la quale l’accesso al dispositivo non sarebbe avvenuto attraverso ripetuti tentativi di inserimento della password.
Le avvocate delle parti civili, Monica Ferrari e Marisa Ferrero, avevano invece posto l’accento sulle conseguenze della diffusione dei contenuti intimi, sottolineando le ripercussioni sulla vita privata dei due ex fidanzati.
Sul fronte civile, il tribunale ha riconosciuto una provvisionale di 4 mila euro alla ragazza e di 2 mila euro al suo ex fidanzato, oltre a 5 mila euro complessivi per le spese legali delle parti civili.
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