Curiosità Cultura Verbano Cusio Ossola
Il paese piemontese che è stato sommerso da un lago: la storia vera di Morasco
La storia di Morasco racconta una delle trasformazioni più profonde avvenute sulle Alpi nel Novecento
VAL FORMAZZA – Oggi, arrivando in alta Val Formazza, davanti agli occhi appare un grande lago circondato dalle montagne.
È il Lago di Morasco, a oltre 1.800 metri di quota.
Ma sotto quelle acque, fino a meno di un secolo fa, c’era un paese.
Si chiamava Morasco e faceva parte della storia degli insediamenti walser della valle.
La sua scomparsa non è una leggenda e non è il risultato di una frana o di una catastrofe naturale.
Il paese venne sommerso per costruire una diga e sfruttare le acque per produrre energia elettrica.
Dove oggi c’è il lago, un tempo c’era un paese
Morasco era un insediamento di montagna situato nell’alta Val Formazza.
La zona era abitata da comunità walser e il villaggio faceva parte di quel particolare mondo alpino fatto di piccoli nuclei abitati, alpeggi e attività legate alla montagna.
Quando arrivò il grande sviluppo dell’industria idroelettrica, però, anche questo territorio venne coinvolto nella corsa alla produzione di energia.
Tra il 1936 e il 1940 venne costruita la diga di Morasco.
Per creare il nuovo bacino artificiale, il vecchio abitato venne progressivamente abbandonato e quindi sommerso.
Una scelta legata al grande sviluppo dell’energia idroelettrica
La storia di Morasco va inserita nel più ampio sviluppo dell’industria idroelettrica italiana.
Tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento le montagne del Piemonte e delle altre regioni alpine furono interessate dalla costruzione di numerose dighe e centrali.
L’obiettivo era sfruttare la grande disponibilità di acqua e i dislivelli delle valli per produrre energia.
Nel caso di Morasco, la società Edison realizzò il nuovo impianto proprio sfruttando le caratteristiche dell’alta Val Formazza.
Il paese non era completamente abbandonato
Uno degli aspetti più interessanti della vicenda è che Morasco non era semplicemente un villaggio fantasma.
L’insediamento era utilizzato soprattutto durante la bella stagione, quando la valle tornava a vivere con le attività legate all’alpeggio.
La costruzione della diga trasformò quindi un paesaggio abitato e utilizzato dalle comunità locali in un grande bacino artificiale.
Sotto l’acqua è rimasta una parte della memoria della valle
Oggi del vecchio abitato non resta più il paesaggio di allora.
La diga, lunga oltre mezzo chilometro e alta circa 54 metri, ha trasformato completamente l’aspetto della zona.
La memoria di Morasco, però, non è scomparsa.
L’Archivio Storico Enel conserva ancora fotografie e documenti relativi alla costruzione della diga e della centrale idroelettrica, comprese immagini delle opere realizzate negli anni Cinquanta.
Una storia che sembra impossibile
È proprio questo l’aspetto più sorprendente della vicenda.
Guardando oggi il Lago di Morasco è difficile immaginare che, nello stesso punto, ci fossero case, persone e una comunità che per generazioni aveva vissuto in quella valle.
Il lago appare naturale.
In realtà è il risultato di una grande trasformazione del territorio.
E sotto la sua superficie si trova la traccia di un Piemonte che non esiste più.
Il Piemonte che è scomparso sotto l’acqua
La storia di Morasco racconta una delle trasformazioni più profonde avvenute sulle Alpi nel Novecento.
Da una parte c’era la necessità di produrre energia e accompagnare lo sviluppo industriale.
Dall’altra c’erano territori, paesi e comunità che dovevano adattarsi a cambiamenti enormi.
Oggi il Lago di Morasco è una delle mete più suggestive dell’alta Val Formazza.
Ma dietro il suo paesaggio spettacolare c’è una storia molto meno conosciuta.
Una storia vera.
Perché prima di essere un lago, questo luogo era un paese.
E il paese si chiamava Morasco.
Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

