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Curiosità Cultura Torino

La storia del Salone Internazionale del Libro di Torino, un’idea luminosa con un pizzico di follia

Alla prima edizione parteciparono oltre 500 espositori e circa 100 mila visitatori

Gabriele Farina

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TORINONato nel 1988 da un’idea dell’imprenditore Guido Accornero e del libraio Angelo Pezzana, il Salone Internazionale del Libro di Torino è diventato negli anni la più importante manifestazione editoriale italiana e una delle principali in Europa. Oggi rappresenta molto più di una semplice fiera del libro: è un grande evento culturale capace di richiamare ogni anno a Torino centinaia di migliaia di visitatori, editori, scrittori, giornalisti, studenti e appassionati di lettura da tutta Italia e dall’estero.

Dove fu la prima edizione?

La prima edizione si svolse al complesso di Torino Esposizioni nel maggio del 1988. Fin dall’inizio il progetto si presentò ambizioso: creare in Italia un appuntamento dedicato all’editoria che potesse competere con le grandi fiere internazionali del libro, come Francoforte o Parigi. La scelta di Torino non fu casuale. La città vantava una lunga tradizione editoriale grazie alla presenza di case editrici storiche come Einaudi, UTET e Bollati Boringhieri.

Il debutto superò ogni aspettativa. Alla prima edizione parteciparono oltre 500 espositori e circa 100 mila visitatori, numeri che dimostrarono subito il forte interesse del pubblico italiano per una manifestazione che univa cultura, spettacolo e incontro diretto con gli autori. Fu il premio Nobel Josif Brodskij a definire il Salone “un’idea luminosa con un pizzico di follia”, frase rimasta nella memoria storica della manifestazione.

La crescita degli anni ’90

Negli anni Novanta il Salone continuò a crescere rapidamente, tanto da trasferirsi nel 1993 negli spazi del Lingotto Fiere, sede che ancora oggi ospita la manifestazione. Il passaggio al Lingotto segnò una svolta decisiva: padiglioni più grandi, maggiore presenza internazionale e un programma culturale sempre più ricco permisero al Salone di trasformarsi in un punto di riferimento per tutto il mondo editoriale italiano.

Dal 1994 al 2017 la gestione fu affidata alla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, creata da Regione Piemonte, Provincia di Torino e Comune di Torino. In quel periodo il Salone consolidò la propria identità, alternando momenti dedicati ai grandi editori a spazi riservati alla piccola e media editoria, con incontri, dibattiti, spettacoli e attività per le scuole.

Negli anni Duemila il Salone diventò anche un fenomeno popolare. Migliaia di studenti iniziarono a frequentare la fiera ogni anno, mentre il programma si arricchì della presenza di scrittori internazionali, filosofi, artisti, musicisti e scienziati. Nel 2004 nacque inoltre il “Salone Off”, progetto diffuso che portò eventi e incontri in tutta Torino e successivamente anche nel resto del Piemonte, coinvolgendo biblioteche, scuole, teatri, musei e quartieri cittadini.

I debiti e le polemiche

La storia del Salone ha però attraversato anche momenti difficili. Nel 2017 la Fondazione per il Libro entrò in crisi economica a causa di debiti accumulati e ritardi nei finanziamenti pubblici. La manifestazione rischiò seriamente di scomparire. Nello stesso periodo nacque a Milano “Tempo di Libri”, evento concorrente sostenuto dall’Associazione Italiana Editori, che sembrò mettere in discussione la centralità torinese nel panorama editoriale italiano.

Nonostante le difficoltà, il Salone riuscì a rilanciarsi. Nel 2018 il marchio venne messo all’asta e acquisito dall’Associazione Torino, la Città del Libro, costituita da imprenditori e aziende storicamente legate alla manifestazione. Nel 2019 nacque quindi la Salone Libro Srl, incaricata della gestione organizzativa dell’evento. Da allora il Salone è tornato a crescere sia dal punto di vista culturale sia da quello del pubblico.

Il Salone del Libro oggi

Negli ultimi anni la manifestazione ha continuato a evolversi, rafforzando la propria dimensione internazionale e ampliando l’attenzione verso giovani, scuole, accessibilità e contenuti digitali. Durante la pandemia del 2020, per la prima volta nella sua storia, il Salone non si svolse in presenza ma attraverso eventi online e dirette streaming, mantenendo comunque vivo il rapporto con lettori e autori.

Oggi il Salone Internazionale del Libro di Torino richiama oltre 200 mila visitatori ogni anno e ospita più di mille eventi culturali. Rimane uno degli appuntamenti più attesi della vita culturale italiana, capace di trasformare Torino per alcuni giorni nella capitale del libro e della lettura.

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