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Via Francigena in Piemonte, il cammino millenario che attraversa storia, Alpi e pianura
La storia della Via Francigena affonda le sue radici nell’Alto Medioevo, ma uno dei documenti più importanti per ricostruirne il tracciato è datato 990 d.C
TORINO – C’è una strada antica che attraversa il Piemonte da secoli. Non è un’autostrada, non è una ferrovia, non è nemmeno una semplice via di comunicazione. È un percorso che racconta l’Europa medievale, i pellegrinaggi, i commerci, la fede e l’incontro tra popoli. È la Via Francigena, uno dei cammini più affascinanti del continente.
Oggi è meta di escursionisti, pellegrini, appassionati di trekking e turisti slow. Ma per oltre mille anni è stata molto di più: una vera arteria vitale che collegava il Nord Europa a Roma e poi ai porti della Puglia, porta verso la Terra Santa.
E il Piemonte, in questo viaggio millenario, ha sempre avuto un ruolo centrale.
La strada dei pellegrini che passava dal Piemonte
La storia della Via Francigena affonda le sue radici nell’Alto Medioevo, ma uno dei documenti più importanti per ricostruirne il tracciato è datato 990 d.C.
In quell’anno Sigerico, arcivescovo di Canterbury, intraprese il viaggio di ritorno da Roma verso l’Inghilterra dopo aver ricevuto dal Papa il pallio arcivescovile. Durante il cammino annotò con precisione le 79 tappe percorse, creando di fatto la prima “mappa” della Francigena.
Quel percorso attraversava l’Europa e, una volta superate le Alpi, entrava in Italia passando proprio attraverso territori oggi piemontesi.
Non si trattava solo di un cammino religioso. Lungo questa direttrice si muovevano:
- pellegrini
- mercanti
- soldati
- nobili
- religiosi
- ambasciatori
Il Piemonte, porta d’ingresso d’Italia
Per chi arrivava dal Nord Europa, il Piemonte rappresentava una porta naturale verso la Penisola.
I grandi valichi alpini come il Moncenisio, il Monginevro e il Gran San Bernardo convogliavano viaggiatori verso vallate strategiche come la Valle di Susa e il Canavese.
Da qui si aprivano due grandi direttrici:
- verso Torino e la pianura padana
- verso Vercelli e l’Italia centrale
Il Piemonte medievale era dunque una terra di transito, ma anche di scambio culturale.
Abbazie, pievi, monasteri e ospitali nacquero lungo il percorso per accogliere i viandanti. Erano i luoghi dove trovare un letto, un pasto caldo e assistenza.
Ed è proprio lungo questa strada che si diffusero stili artistici come il Romanico, insieme a idee, lingue e tradizioni.
Un cammino tra montagne, laghi, risaie e colline
La particolarità della Via Francigena in Piemonte è straordinaria: in pochi giorni di cammino il paesaggio cambia radicalmente.
Si parte dalle Alpi, con vallate spettacolari e sentieri che profumano di resina e alta quota. Poi si scende verso zone moreniche modellate dai ghiacciai, si attraversano città storiche e infine si arriva nelle grandi pianure del riso.
In Piemonte la Via Francigena si articola in quattro grandi tratte.
1. La Via Francigena della Valle di Susa
È probabilmente il tratto più iconico.
Dai passi alpini del Moncenisio e del Monginevro si scende verso Susa, città romana e medievale ricchissima di storia.
Lungo il percorso si incontrano fortificazioni, borghi e luoghi simbolo come la Sacra di San Michele, monumento che domina la valle dall’alto e che per molti rappresenta uno dei simboli spirituali del Piemonte.
2. La Francigena Morenico-Canavesana
Qui il paesaggio cambia completamente.
Si attraversa l’anfiteatro morenico di Ivrea, una delle formazioni glaciali meglio conservate d’Europa.
Laghi, boschi, colline e vigneti accompagnano i camminatori in un ambiente sorprendente, meno conosciuto ma di grande fascino.
3. Da Torino a Vercelli
Questo tratto racconta l’anima storica del Piemonte.
Da Torino, antica Augusta Taurinorum, i pellegrini proseguivano verso est, attraversando il Chivasso e la pianura vercellese.
Qui il paesaggio si apre in spazi immensi, tra canali e risaie.
In primavera, quando l’acqua allaga i campi, le risaie sembrano specchi giganteschi che riflettono il cielo. Un panorama unico in Italia.
4. Monferrato e Piemonte meridionale
L’ultima direttrice porta verso le colline del Monferrato e poi verso la Liguria.
Borghi, castelli e vigneti accompagnano il cammino in un paesaggio che unisce spiritualità ed eccellenza enogastronomica.
Non solo fede: oggi la Francigena è turismo lento
Negli ultimi anni la Via Francigena è rinata.
Sempre più persone scelgono di percorrerla non solo per motivi religiosi, ma per vivere un’esperienza diversa dal turismo tradizionale.
Camminare sulla Francigena significa rallentare.
Significa osservare il paesaggio senza fretta, attraversare borghi dimenticati, riscoprire il silenzio e ritrovare un rapporto più autentico con il territorio.
Il Piemonte, da questo punto di vista, offre una varietà rara:
- montagne
- pianure
- colline
- arte
- enogastronomia
- spiritualità
Tutto in un unico grande cammino.
Perché la Via Francigena affascina ancora oggi
Forse il fascino della Via Francigena sta proprio qui.
Non è solo un percorso fisico. È una linea invisibile che unisce epoche diverse.
Sulle stesse strade dove oggi camminano escursionisti con scarponi tecnici e GPS, un tempo passavano cavalieri, monaci e pellegrini con mantelli pesanti e bastoni di legno.
Cambiano i secoli, cambiano i mezzi, ma il senso del viaggio resta lo stesso.
Cercare qualcosa.
Che sia spiritualità, silenzio, natura o semplicemente una pausa dal rumore quotidiano.
E in Piemonte, tra Alpi, abbazie e risaie, quella ricerca sembra avere ancora un significato speciale.
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