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Banda larga in Piemonte: ‘Oltre 7 milioni spesi ma l’80% di questa non è stata attivata’

banda_larga_serie bIl Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino risponde al vice Ministro Enrico Costa che in merito agli investimenti per la banda larga nella nostra regione aveva dichiarato che “in Piemonte sono stati spesi oltre 7 milioni di euro per posare la fibra ottica, ma quasi l’80% di questa non è stata attivata”. Il Viceministro della Giustizia ha scritto al Governatore piemontese evidenziando le cifre di questa grande anomalia:

Nell’ambito dell’accordo tra Regione Piemonte e Ministero dello Sviluppo Economico, che prevedeva attività di infrastrutturazione per la banda larga, ad oggi sono stati spesi 7.176.071,70 euro per posare la fibra ottica: 105.668,49 euro per la Provincia di Alessandria; 594.903,03 Euro per Asti; 1.032.606,10 Euro per Biella; 2.487.053,19 Euro per Cuneo; 715.199,10 Euro per Novara; 1.247.863,97 Euro per Torino; 829.644,17 Euro per il V.C.O.; 163.133,65 Euro per Vercelli. Tuttavia, solo poco più di un quinto delle tratte è stato attivato: praticamente, 5.636.577,50 Euro risultano essere stati spesi per posizionare la fibra ottica, raggiungendo centrali Telecom, senza che sia seguita alcuna attivazione di servizi a banda larga.

Emblematico è il caso della Provincia di Cuneo, dove nessuna delle 16 centrali che sono state raggiunte è stata attivata, a fronte di 2.487.053,19 Euro investiti per posare 128 km di fibra ottica.

«Ciò avviene – spiega Enrico Costa – perché gli operatori non dimostrano alcun interesse a investire denaro senza un ritorno in termini economici: infatti, si tratta di fibra ottica che arriva a centrali poste anche in aree montane (che giustamente si era previsto di raggiungere), nelle quali può presumersi solo un numero minimo di abbonamenti».

Questa invece la dichiarazione del Presidente Chiamparino:

Ho ben presente il problema sollevato dal viceministro Enrico Costa: i numeri da lui citati rimandano agli interventi condotti nella nostra regione in seguito all’accordo di programma sottoscritto a marzo 2010 tra Regione Piemonte e Ministero dello Sviluppo Economico per il potenziamento delle infrastrutture per la connessione a banda larga e quindi all’abbattimento del cosiddetto digital divide.

I fondi utilizzati per questi interventi provengono in parte dalla programmazione europea e in parte dal MISE, e sono vincolati nel loro utilizzo, vale a dire che non possono essere utilizzati per l’allacciamento delle singole unità abitative o produttive alle infrastrutture di smistamento. Di quest’ultimo tratto di collegamento dovranno dunque occuparsi i gestori di telefonia interessati alla fornitura dei servizi. Tale fornitura, per molte zone periferiche o svantaggiate, può non comportare benefici in termini di costi/ricavi, ed è anche per questo motivo che troppe abitazioni o addirittura imprese sono a tutt’oggi isolate.

Per riportare all’attenzione del Governo questa situazione abbiamo provveduto, in sede di Conferenza delle Regioni, ad approvare, il 19 febbraio scorso, un documento che chiede al Governo di prevedere, all’interno del Piano Nazionale Banda ultralarga di imminente approvazione, aiuti o azioni finalizzati al superamento di questo stallo.

Vorrei inoltre rassicurare il Viceministro Costa: tutte le infrastrutture in fibra ottica fino a ora costruite sono indispensabili per la realizzazione di quanto previsto dal Piano Nazionale e per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea 2020.

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