“Tomboy” trionfa al Torino Glbt Film Festival

Si è svolta ieri sera al Cinema Massimo la cerimonia di chiusura del 26esimo Torino Glbt Film Festival – Da Sodoma a Hollywood che quest’anno ha visto un forte incremento di spettatori, pari al 10 per cento rispetto alla scorsa edizione, nonostante una giornata di programmazione in meno. Il pubblico ha accolto positivamente anche il ritorno al Cinema Massimo, sede storica del Festival, ritrovando un abituale punto d’incontro. Altro dato rilevante di questa edizione è la tipologia di spettatori: non più solo la comunità Glbt, ma ormai anche un pubblico generalista con una maggiore presenza femminile. Elemento, questo, fondamentale per il Festival che, nella costruzione del palinsesto, ha sempre un occhio di riguardo per tutti quei film che portano all’attenzione della platea tematiche di grande urgenza socio-politica. E proprio per questo non sorprende che sia la giuria del concorso lungometraggi, sia la giuria del pubblico abbiano premiato Tomboy della francese Céline Sciamma. La pellicola, che in Italia uscirà nelle sale per Teodora Film, racconta con estrema sensibilità l’infanzia e l’identità sessuale di una bambina di 10 anni che gioca a fare il maschio. Una menzione speciale è stata assegnata al lungometraggio basco 80 egunean (80 giorni) di Jon Garaño e Jose Mari Goenaga, mentre fra i documentari il successo è andato a We Were Here di David Weissman,  toccante testimonianza sull’epidemia di Aids che si diffuse nella comunità gay di San Francisco all’inizio degli ani ’80. Miglior cortometraggio è stato giudicato Plan Cul del francese Olivier Nicklaus, ma due menzioni speciali vanno anche al brasiliano Eu Não Quero Voltar Sozinho di Daniel Ribeiro (premiato anche dal pubblico) e a The colonel’s outing di Christopher Banks.

La serata finale in Cabiria

Le fotografie della premiazione

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