Eternit, reso pubblico il testo dell’offerta. Giovedì 26 gennaio incontro decisivo a Roma

Ieri, con una conferenza stampa indetta dal sindaco Giorgio Demezzi, il comune di Casale Monferrato ha reso pubblico il testo dell’offerta di 18,3 milioni di euro con la cui accettazione l’amministrazione comunale della cittadina simbolo del processo Eternit si chiamerebbe fuori non solo da questo ma da tutti i futuri procedimenti nei confronti dell’imputato Stephan Schmidheiny, della società stessa e delle società a essa collegate e persino dei manager e delle società appartenenti al gruppo svizzero. Quel che si dice un accordo tombale nel quale viene specificato come ognuna delle parti dovrà pagare le proprie spese legali. Il testo contenente l’offerta, è stato trasmesso dal legale del Comune Enrico Dagna, ed essendo definitivo è stato immediatamente reso pubblico.

Nel testo che accompagna l’offerta l’avvocato Dagna precisa di aver “esposto quindi l’opportunità di modificare ulteriormente  alcuni passaggi della  lettera di trasmissione dell’articolo, di prevedere la costituzione di un fondo patrimoniale  da destinare alla ricerca medica, nonché di considerare l’esistenza di problematiche  del territorio  di cui Casale è capofila” e di avere rinnovato “al Collega  la richiesta  di limitare  la denuncia  del Comune alla  sola revoca della costituzione  di parte  civile nel processo in atto”.  Niente da fare: i legali della Eternit hanno risposto come l’offerta sia, allo stato attuale, “non più emendabile”.

Il sindaco Demezzi, pur ribadendo di voler “privilegiare il percorso istituzionale”, ha confermato di non avere ancora firmato nulla. Decisivo sarà l’incontro di giovedì prossimo a Roma con i ministri della Salute, dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, la Regione e le associazioni dei cittadini. Già perché dopo l’incontro di Alessandria del 1° gennaio con il ministro della Salute Renato Balduzzi il clima in consiglio comunale è cambiato: la Lega è intervenuta chiedendo una profonda riflessione sul da farsi viste le forti proteste sollevate dall’accettazione dell’offerta e l’intervento (per la prima volta dall’inizio del processo) del Governo. Ancora cinque giorni, dunque, per sapere se Casale Monferrato accetterà la cosiddetta “offerta del diavolo” o se sceglierà di proseguire – coerentemente con quanto ha fatto per 32 dei 34 mesi del processo Eternit – al fianco dei propri cittadini.