Depositate le motivazioni del processo Eternit: un dolo di elevatissima intensità

Sono state depositate le 713 pagine compilate dal collegio giudicante, presieduto dal giudice Giuseppe Casabore relative della sentenza sul disastro dell’Eternit emessa dal Tribunale di Torino lo scorso 13 febbraio. Lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis de Cartier sono stati condannati a 16 anni per i reati di disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele antinfortunistiche, in relazione agli stabilimenti che l’Eternit –aveva in Italia a Casale Monferrato, a Cavagnolo. Caduti in prescrizione, invece, per i siti di Rubiera e Bagnoli.

Si legge nelle motivazioni: “Se si può affermare che il protrarsi dell’evento disastro allunga il periodo di consumazione del reato, ecco allora che i fatti accaduti nei siti di Cavagnolo e Casale Monferrato presentano caratteristiche di gravità e pericolosità tali da mantenere in vita un disastro tuttora in atto. Non può essere riconosciuta alcuna attenuante, mentre risulta evidente che gli imputati hanno agito in esecuzione del medesimo disegno criminoso. De Cartier e Schmidheiny si sono direttamente occupati degli stabilimenti Eternit italiani, sono risultati perfettamente a conoscenza delle condizioni in cui tali stabilimenti si trovavano, della pessima qualità dei relativi ambienti di lavoro, della pericolosità delle specifiche lavorazioni, dell’elevata mortalità degli operai e dei cittadini che ne derivava, delle richieste che le organizzazioni sindacali avanzavano e mai nulla hanno fatto o hanno preteso che i responsabili dei singoli stabilimenti industriali facessero per migliorare tali condizioni.

Il documento completo delle motivazioni della sentenza Eternit a Casale Monferrato (formato Pdf)



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