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Più di 2 mila cittadini valsusini comprano pagina di giornale per chiedere la smilitarizzazione della Valle: la risposta del vescovo

Redazione Quotidiano Piemontese

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lavalsusaBen 2.347 cittadini della Valle Susa hanno acquistato una pagina su La Valsusa di giovedì 10 ottobre 2013 con le loro firme per chiedere: “l’immediato allontanamento delle forze dell’ordine speciali che, fin dal 2011, sono presenti sul nostro territorio.E’ sbagliato e pericoloso rispondere al dissenso contro il tav facendo intervenire la forza pubblica. Il problema va affrontato con l’analisi obiettiva dei dati tecnici e il confronto tra le parti. La militarizzazione del territorio, umiliante e vergognosa per tutti i cittadini non farà altro che trasformare Susa e la valle in un deserto”. A loro ha risposto dalle colonne del giornale il vescovo di Susa, mons. Alfonso Badini Confalonieri : “Ho letto l’annuncio pubblicitario di 2347 persone del movimento No Tav della valle di usa che chiedono che le Forze dell’Ordine  lascino la valle e ho cercato di comprendere come costoro desiderino una valle in cui si viva serenamente e senza tensioni. Penso che quasi tutti gli abitanti della valle di Susa abbiano questo desiderio, ma mi sono chiesto perché questi che hanno firmato l’annuncio siano così infastiditi dalla presenza delle Forze dell’Ordine. Come dice il nome stesso “Forze dell’Ordine” queste persone, al servizio dello Stato, sono preposte a tenere l’ordine nella comunità vigilando che nessuna persona agisca contro la libertà e la democrazia in cui tutti gli Italiani hanno diritto di vivere. Se qualcuno non ha in mente di agire violentemente o prepotentemente contro altre persone non dovrebbe aver timore della presenza in valle delle “Forze  dell’Ordine”. E’ evidente che in questo momento in cui si sono verificati atti di intimidazione e incendi di cose di privati cittadini è importante che chi è preposto all’ordine pubblico sia particolarmente vigilante e garantisca i diritti democratici, impedendo o contrastando qualsiasi atto criminale. La democrazia non deve essere messa in pericolo essendo un bene troppo grande che l’Italia si è procurato con il sangue di tante persone decedute nell’ultima guerra mondiale. Se vogliamo la pace nel nostro territorio tutti devono collaborare a sanare le divisioni e a comprendere le posizioni altrui, ascoltando gli altri e rispettando chi la pensa diversamente”.

La pagina della Valsusa con l’appello e le firme dei 2.347 cittadini

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La prima pagina della Valsusa del 10 ottobre 2013

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