#QPositivo – Abdullahi e Moustapha ad un passo dal sogno

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A sinistra Abdullahi Ahmed, a destra Moustapha War al momento della firma del contratto con il Torino

Due storie di riscatto, due ragazzi ad un passo dal sogno. Abdullahi Ahmed è nato a Mogadiscio, in Somalia, Moustapha War arriva dal Senegal. Entrambi vivono da qualche anno in Piemonte e sognano una vita “normale”. Sbarcato a Lampedusa sei anni fa in cerca di asilo politico, Abdul vive ora al Centro Fenoglio di Settimo Torinese, ha imparato l’italiano, è diventato magazziniere prima, mediatore culturale poi e adesso svolge il servizio civile presso l’Informagiovani. Ma tutti i suoi pensieri sono rivolti al 18 settembre, data in cui verrà discussa in Comune la sua richiesta di cittadinanza onoraria. “Se il consiglio comunale approvasse la proposta, per me sarebbe un gesto davvero molto importante – spiega il 26enne somalo sul portale 12alle12 -. Settimo è la città che mi ha accolto e ospitato, e io mi sento cittadino settimese già da molto tempo”. Abdullahi non è venuto in Italia “per rubarci il lavoro”, anzi, ha rifiutato gli 800 euro dell’assegno di disoccupazione per iniziare il servizio civile e ora ne percepisce solo 433.
Moustapha War invece gioca a calcio. Nessuno gli ha mai insegnato, non ha mai avuto la possibilità di allenarsi con una squadra vera. Ma dal Senegal all’Italia è cambiato molto: a luglio Moustapha si è laureato capocannoniere del Balon Mundial, il torneo di calcio per immigrati più importante d’Europa che si tiene ogni anno a Torino (qui il resoconto ed il video delle finali) e qualcuno lo ha notato dagli spalti. A diciotto anni appena compiuti, per Moustapha si sono spalancate le porte del calcio vero: il Torino lo ha messo sotto contratto e ora è un giocatore a tutti gli effetti della Berretti granata. Ora manca solo l’esordio sul campo.