Il cardinal Poletto contro i gay: “Pazzi i sindaci che trascrivono i matrimoni, Dio non vuole”

cardinale_polettoMatrimoni gay, adozioni, rom, fecondazione assistita e persino la Fiat. È un arcivescovo Poletto a tutto tondo quello che, a margine della messa di commemorazione dei defunti al cimitero Monumentale, ha lanciato la sua ricetta e dato consigli a Fassino: “Spero che non segua la pazzia di certi sindaci che hanno trascritto i matrimoni omosessuali contratti all’estero. Non si può fare, è la visione antropologica stessa della persona che va a farsi benedire”. Non lascia spazio ad interpretazione Severino Poletto che, nonostante una recente telefonata di Papa Francesco

(recentemente espostosi a favore degli omosessuali), ripete un refrain già ben noto: “Il matrimonio è solo tra un uomo e una donna. Se i gay vogliono stare insieme non li giudico, ma non possono avere gli stessi diritti di una coppia sposata”. A pochi giorni dalla lezione choc in una classe dell’istituto Pininfarina di Moncalieri (“I gay sono malati e si possono curare” aveva detto l’insegnante) e dalle immediate reazioni di cittadini ed autorità, il prelato torinese rincara la dose: “C’è una discussione in corso se questa inclinazione dipenda da un fatto genetico, culturale o traumatico avuto nell’infanzia, ma credo che essere gay ormai sia una moda: questo gay pride, questo orgoglio omosessuale, questo propagandare, questo Marino che trascrive, sembra che poi diventi un vanto. Così si rovina l’equilibrio naturale. Credo che se uno che ha questa inclinazione voglia farsi testare psicologicamente possa avere risultati”. Parole forti destinate a far discutere la comunità lgbt, ma anche tutte le donne che stanno provando ad avere un figlio grazie alle nuove leggi sulla fecondazione eterologa: “Spero che non venga introdotta perché ogni persona ha bisogno di sapere chi è sua madre e chi è suo padre. È una legge naturale: Dio ha creato uomini e donne per un motivo fondamentale, per la continuazione della specie. Quindi questo discorso vale anche per le adozioni delle coppie gay”. Poletto si è poi detto esterrefatto per la proposta del bus solo per i rom del campo nomadi di Borgaro, ricordando che Torino è una città moderna, aperta e che “basterebbe mettere un vigile”. Infine, il cardinale ha pregato perché Mirafiori riparta e con essa tutto l’indotto: “La Fiat non può cancellare la sua storia”.