Lettera al sindaco di Lombardore contro il parrocco: “Linguaggio non adatto a uomo di chiesa”

Rimini- scambia il prete per il rivale in amore e lo picchiaLa parrocchia di Lombardore nuovamente nell’occhio del ciclone. Dopo le polemiche scaturite dalla frase del parroco sui gay pronunciata durante la processione della Virgo Fidelis, un gruppo di fedeli, avrebbe scritto una lettera al sindaco Diego Bili per denunciare alcuni comportamenti del prete che, a detta degli autori della missiva, sarebbero poco consoni a un uomo di chiesa. A dare la notizia è il Bombarolo che pubblica la missiva e scrive:

Un linguaggio scurrile nei confronti dei ragazzini, nonché un autentico tariffario per le “prestazioni religiose” (si parla di 20 euro per ricordare un defunto durante la messa e 5 per una benedizione in casa). Quanto al linguaggio scurrile, i genitori lamentano espressioni – si legge nell’esposto presentato al primo cittadino – come “Cazzo, culo, cretino, troie, deficiente”, spesso rivolte ai minorenni. Nella missiva molte sono poi le perplessità circa la gestione del catechismo e dei sacramenti ad esso correlati. Proprio per queste ragioni “una buona parte della comunità di Lombardore” (così si firmano gli autori della lettera, ndr) hanno chiesto a Bili di intervenire in qualche modo. Ma non solo: lo scritto sarebbe già giunto alla diocesi che sull’accaduto starebbe facendo le verifiche del caso. In particolare sentendo la comunità cattolica di Feletto, anch’essa sotto la guida pastorale di don Stefano Teisa, che avrebbe – stando a voci vicine alla diocesi – fornito qualche altro riscontro analogo.



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