Torino si mostra con i suoi cambiamenti degli ultimi 20 anni

Torino si mostra e racconta come è cambiata negli ultimi 20 anni. A partire dal 3 luglio Urban Center Metropolitano rinnova il suo allestimento per offrire una visione più aggiornata e dinamica sul recente passato e sul grande processo di cambiamento che ha costruito il nuovo volto della città.

Nel 2015 infatti ricorre l’anniversario dell’approvazione del Piano Regolatore che ha permesso di cambiare volto alla città.

“Attraverso Urban Center vogliamo rendere i cittadini partecipi del processo di trasformazione, informandoli e coinvolgendoli. Per questo il calendario di appuntamenti è variegato e dettagliato, fino a toccare ogni singola circoscrizione” – dice Stefano Lo Russo, Presidente di Urban Center Metropolitano. Un programma che proseguirà per tutto il 2015 e che nell’allestimento “Torino si mostra” trova un luogo di approdo, fruibile da tutti.

Le foto dell’allestimento di BVisual.it

Il nuovo allestimento è suddiviso in tre sale.

La visita si apre con Torino era un’altra città: un percorso fotografico dedicato al “com’era” che tocca quattro luoghi che hanno avuto un ruolo determinante della definizione della nuova identità torinese: la fabbrica del Lingotto, il centro storico, le aree industriali lungo l’asse della Spina e lo stabilimento di Mirafiori.

Il secondo spazio è Torino si mostra dedicato alla città attuale, analizzata alla luce di otto ambiti dove è più tangibile il cambiamento della città. Attraverso dati e immagini si racconta come è oggi Torino dal punto di vista di mobilità, cultura, servizi al cittadino, nuove identità, rigenerazione urbana, ambiente, città universitaria. Ad accompagnare queste informazioni una serie di immagini che offrono viste inusuali della città: un modo per osservare il cambiamento di Torino attraverso tagli differenti.

La terza e ultima sala propone le Visioni sulla città: punti di vista sulla trasformazione narrati da altrettanti protagonisti torinesi per nascita o storia personale. Tra gli intervistati, personaggi noti al grande pubblico (come Arturo Brachetti, Piero Chiambretti, Davide Ferrario e Fabio Geda) e volti meno noti, ma osservatori altrettanto strategici o inusuali. Quest’area dell’esposizione sarà aggiornata periodicamente: nuove visioni saranno inserite a rotazione, alternandosi con quelle esistenti.

Infine, una piccola sala di consultazione offre ai visitatori la possibilità di sfogliare libri e riviste dedicati alla trasformazione della città.



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