La Corte dei Conti chiede indietro 895 mila euro a Magnabosco e Barbieri Ad di Gtt e Amiat

Le Fiamme Gialle del Nucleo Polizia Tributaria Torino nelle loro indagine hanno stimato un danno erariale di 895 mila euro arrecato a società partecipate dal Comune di Torino, la società di trasporti Gtt e di raccolta e smaltimento rifiuti Amiat, da parte dei rispettivi amministratori delegati negli anni dal 2011 al 2013 quando questi hanno ricevuto stipendi nettamente superiori a quelli percepito dal sindaco, il limite massimo previsto per legge .  Il 13 luglio la Procura Regionale della Corte dei Conti ha imposto il recupero delle somme erogate a  Maurizio Magnabosco e Roberto Barbieri. Il primo era  amministratore delegato di Amiat all’epoca dei fatti, che a fronte di una riduzione degli emolumenti a lui dovuti da parte dell’assemblea dei soci, abbia comunque ricevuto un’integrazione del compenso attraverso l’assegnazione a Magnabosco di funzioni dirigenziali e la creazione di un’apposita direzione ad hoc ottenendo quindi una retribuzione superiore a quella precedente.

Stessa situazione in Gtt dove l’amministratore delegato Roberto Barbieri aveva ricevuto dal consiglio di amministrazione un contratto di consulenza di due anni, con tacito rinnovo alla scadenza di ulteriori 12 mesi senza che ci fosse stato nessuna verifica sulle competenze per ricevere l’incarico.  Barbieri nel frattempo è diventato amministratore delegato di Sagat, la società che gestisce l’aeroporto di Caselle

Ora i due dirigenti dovranno presentare le contro deduzioni rispetto dalla Corte dei Conti.

Aggiornamento:

La Sindaca di Torino, Chiara Appendino, in seguito alle indagini della Guardia di Finanza di Torino su delega della Corte dei Conti, su due amministratori delegati di altrettante società partecipate della Città ha dichiarato: “Confidiamo nel lavoro della magistratura e degli inquirenti. Gli ultimi fatti di cronaca, però, non ci lasciano indifferenti. Avvieremo quanto prima un’istruttoria con gli uffici competenti per conoscere lo stato delle cose e poi agiremo di conseguenza. Un segnale di rinnovamento e di discontinuità rispetto al passato riteniamo sia necessario



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