La Rai chiude Scala Mercalli e la Rete insorge per la trasmissione di Luca Mercalli

La notizia è arrivata direttamente dalla pagina Facebook del torinese Luca Mercalli: la Rai ha deciso di chiudere Scala Mercalli il programma di divulgazione sui temi del clima che aveva avuto un non banale successo di audience. Dopo la comunicazione di Mercalli è partita in rete la solidarietà allo scienziato torinese.

Il post di Luca Mercalli su Facebook

Sì, ormai la voce è circolata, RAI3 ha chiuso ScalaMercalli. Non sono io a dover commentare, lo fa molto meglio Ferdinando Boero, docente di Zoologia all’Università del Salento:

“Sulle grandi reti generaliste i numerosissimi programmi sulla natura sono concepiti come mero intrattenimento del pubblico, e non hanno funzione di elevazione culturale. La convinzione degli autori è che se si va al cuore dei problemi si attiva il cambio di canale. Poi è arrivata Scala Mercalli. Luca Mercalli è diventato popolare con Che Tempo che Fa, prima con le previsioni del tempo, poi con interventi più argomentati in cui parlava di riscaldamento globale, consumo di suolo, patrimonio naturale devastato. Fazio spesso lo tagliava: doveva arrivare Baglioni a cantare la sua ultima canzone… e poi Littizzetto avrebbe detto culo! e allora sì che si ride. Esimi critici televisivi hanno stroncato il programma di Luca Mercalli: qualcuno lo ha chiamato terrorista.

Non ci sono visioni edulcorate di bei paesaggi e di animali dal forte carisma, a Scala Mercalli. Si parla di tutto quello che di solito si dice ai summit internazionali, tipo quello di Rio sulla biodiversità, o l’ultimo di Parigi, sul riscaldamento globale. Con argomenti, dati, grafici, e testimonianze di ospiti. Di queste cose parla anche quel terrorista di Francesco, nell’Enciclica Laudato Sì. Tutto questo, stando agli ascolti, agli italiani non interessa o, meglio, non abbastanza da sostenere un programma in prima serata. Raccontare la verità è un servizio pubblico. Ma se non c’è audience che senso ha?

Sono stato invitato in quasi tutti i programmi dedicati alla natura, ma solo da Mercalli ho potuto raccontare quello di cui tratta il mio libro “Economia senza natura. La grande truffa”. Persino mostrando dei grafici, invece che belle immagini colorate. Tutti ci dicono che l’economia deve crescere, ma la distruzione del capitale naturale che consegue alla crescita del capitale economico non viene conteggiata. Chi mostra i benefici e nasconde i costi è un truffatore. I propugnatori della crescita economica scollegata dalla decrescita della natura sono dei truffatori, inclusi i critici televisivi che si irritano a sentire verità scomode.

Come può essere compiuta una democrazia se viene meno l’informazione? Se i problemi più urgenti (la distruzione delle premesse che permettono la nostra sopravvivenza) non vengono spiegati, se le conseguenze delle nostre scelte economiche restano oscure, come può la popolazione scegliere in modo consapevole? Mercalli ha mostrato quel che sta avvenendo, e quali saranno le conseguenze se non adotteremo misure concrete e risolutive che, però, nessuno vuole prendere. Ha anche mostrato le soluzioni, ma è meglio che non se ne parli. Se in democrazia la maggioranza della popolazione è disinformata e non riesce a distinguere i ciarlatani dalle persone competenti, può prendere decisioni che vanno contro i suoi stessi interessi.



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