Tenebra Lux, intervista con Alessandro Del Gaudio

Alessandro Del Gaudio, scrittore torinese, ha da poco pubblicato per i tipi di Edizioni Leucotea l’affascinante Tenebra Lux, che si avvale anche della copertina disegnata da una vecchia conoscenza di Quotidiano Piemontese, Andrea Gatti.

Leonardo, fumettista, si trova senza sapere come, tra le vie di una citta buia, misteriosa, decrepita. Intorno a lui nessuno, solo silenzio e palazzi cadenti. E’ sempre buio, è sempre sera e lui non ricorda nulla della sua vita. Comincia così un viaggio (alla ricerca di casa e alla ricerca di sè) durante il quale incontrerà una serie di personaggi folli. Trovate qui la recensione completa del libro.

Alessandro Del Gaudio ha risposto alle nostre domande.

Una città in disfacimento, un uomo solo, personaggi misteriosi. Da dove nasce l’idea di questa avventura?

L’idea di Tenebra Lux nasce da una semplice visione: una grande città e i luoghi normalmente frequentati dai suoi abitanti abbandonati, come se qualcuno avesse portato via i cittadini. Di più, questo dio cattivo ha spento la luce e nel buio ha nascosto delle “presenze”, non necessariamente cattive, ma comunque non umane. E poi ci sei tu, unico superstite di questa “deportazione” immerso in questa dimensione alienante, che devi per prima cosa procurarti la luce. Dopo ti tocca orientarti in un mondo che sembra il tuo ma non lo è. Una volta creato questa premessa mi sono lasciato ispirare dalle sensazioni che questa visione mi trasmetteva.

Si tratta di un viaggio alla ricerca di casa ma è senza dubbio anche un viaggio alla ricerca di se stessi…

Esattamente. L’unico modo per evadere dalla prigione che rischia di essere questo viaggio è cercare in sé le risposte e le risorse per svelare i misteri e affrontare i nemici che si incontrano lungo il tragitto. Quindi oltre a cercare se stessi occorre superare i proprio limiti, guardare il mondo con occhi diversi, e soprattutto non perdere mai la speranza.

Gli ambienti, i personaggi, i cambi improvvisi di scenario mi ricordano David Lynch ma anche Alice nel Paese della Meraviglie o qualcosa di Stephen King. Quali sono le ispirazioni da cui è nato Tenebra Lux?

Pensando a possibili ispiratori, sicuramente dentro il romanzo possiamo trovare vari ingredienti. Un pizzico di Tim Burton, una spolverata di David Lynch con una farcitura di Neil Gaiman. Non ho letto molto di King, ma ne La Torre Nera si nota come anche in questo ciclo di romanzi la ricerca di se stessi sia una delle tematiche pregnanti. Ci sono concetti, come quello del “tramite”, che possono far pensare ai viaggiatori di mondi del Re del Brivido, un argomento introdotto durante le revisioni del testo, che ha indirizzato non solo la parte finale del libro ma anche altri possibili spin off. Tuttavia non ho pensato direttamente a King. Semmai più a Ende e al personaggio di Bastiano, che da semplice bambino nel mondo di Fantasia diventa un eroe imbattibile, a cui niente sembra poter recare minaccia.

I sottotesti presenti sono molteplici. Così come i simboli che hai disseminato un po’ ovunque. Cosa vorresti sottolineare in particolare per i nostri lettori?

Tenebra Lux è un romanzo che ho scritto in una settimana, ma poi nel tempo di quindici anni ho rimaneggiato in modo consistente. Il titolo, ad esempio, doveva essere Tenebra di Luce (che è anche il nome di un personaggio), ma per evitare l’omonimia con il romanzo della Zimmer Bradley ho deciso di cambiarlo. Poi doveva essere una fiaba dark, ma lavorandoci sopra ho capito che la trama nascondeva in sé anche un messaggio profondamente spirituale, celato tra le maglie dell’atmosfera onirica che permea ogni pagina. Per cui all’Alice di Lewis Carrol si coniuga anche il percorso di crescita di un Guerriero della Luce di Coelho, o i precetti del reiki.

La mia tradizionale ultima domanda: immagina una trasposizione cinematografica del romanzo. Quali attori ti piacerebbe interpretassero i tuoi personaggi?

I personaggi sono molti. Per citare i principali vedrei bene Kristin Kreuk o Amanda Seyfried nei panni di Alice, Eddie Redmayne in quelli di Leonardo (Ruffo), Greg Kinnear in quelli di Pino Corticelli, Kate Beckinsale in quelli di Cassandra, Willem Dafoe in quelli di Pakinopah, Stephen Amell in quelli di Excandar e Rooney Mara in quelli di Leonore. So di non essere molto patriottico, ma mi vengono in mente questi.