Montagne in Noir, intervista con il direttore artistico Giorgio Ballario

Si svolgerà dal 13 al 16 settembre a Bardonecchia Montagne in Noir, la prima edizione di un festival dedicato al genere giallo-noir. Quattro giorni di incontri, tavole rotonde, presentazioni di libri, alla presenza dei più importanti nomi del genere. Nata da un’idea di Torinoir, il direttore artistico è Giorgio Ballario, che abbiamo intervistato.

Come nasce l’idea di un festival dedicato al noir?

L’idea di organizzare un festival letterario circolava da tempo tra gli autori di Torinoir. Molti di noi hanno partecipato a festival simili in giro per l’Italia e anche all’estero e abbiamo notato che sono manifestazioni che funzionano, permettono ai lettori di avvicinarsi a scrittori che conoscono e anche ad altri che ancora non hanno letto. E consentono agli autori stessi di entrare in contatto con i colleghi di altre parti d’Italia. Inoltre quando i festival sono organizzati in piccole città è facile coinvolgere nell’iniziativa un’intera comunità, per questo abbiamo deciso di farlo a Bardonecchia.

Bardonecchia è pronta ad accogliere questo evento?

Senz’altro. E’ una cittadina a forte vocazione turistica, estiva e invernale, è ben collegata grazie a ferrovia e autostrada, ha una consolidata tradizione ricettiva e un nome importante da spendere anche a livello nazionale. Quando abbiamo proposto l’iniziativa agli amministratori locali abbiamo subito trovato molto interesse e disponibilità.

Come hanno accolto la novità gli autori invitati?

Un nuovo festival letterario è sempre una scommessa, inoltre in giro per l’Italia ci sono molte iniziative di questo genere, per cui non è stato facilissimo trovare la disponibilità degli autori, che soprattutto nei periodi estivi hanno molti impegni per promuovere le loro opere. Però nel corso degli anni (sono più di quattro, ormai) Torinoir si è costruita un’immagine positiva nei circuiti culturali legati alla narrativa poliziesca, per cui molti di coloro che abbiamo interpellato, quasi tutti direi, hanno accettato volentieri l’invito a Montagne in Noir.

Ci saranno presentazione di libri, incontri, dibattuti. Ci puoi segnalare qualche appuntamento in particolare?

Gli eventi sono tanti, rimando tutti alla lettura del programma completo sul sito. Cito quattro appuntamenti molto rilevanti: l’incontro con Antonio Manzini, creatore del vicequestore Rocco Schiavone, ormai una star a livello televisivo (sabato 15); quello con Valerio Varesi (venerdì 14) autore di un altro famoso detective televisivo, il commissario Soneri, che quest’anno compie vent’anni; la partecipazione con un pezzo da novanta del noir francese, Xavier Marie Bonnot, che ambienta molti dei suoi romanzi proprio sulle Alpi (venerdì 14). Infine, domenica 16, un incontro con Margherita Oggero, che gioca in casa, essendo torinese, ed è una delle autrici di gialli più note in Italia. Poi ci saranno tavole rotonde sull’editoria di genere, sulle differenze dei luoghi in cui ambientare un giallo (metropoli, provincia, mare, montagna), sugli scrittori in divisa, cioè poliziotti, carabinieri, vigili urbani che scrivono noir; e ancora incontri nelle scuole, aperitivi in noir, cene e letture.

In definitiva cosa dobbiamo aspettarci da Montagne in Noir?

Penso di poter promettere a chi parteciperà ai quattro giorni delle manifestazione da un lato molto divertimento e intrattenimento all’insegna del brivido; dall’altro anche un approfondimento non banale sui temi classici della letteratura poliziesca che, fra l’altro, ormai da molti anni in Italia conosce un grande successo.