“L’ambulanza a lampeggianti spenti e senza barella”, indagati per omicidio colposo due operatori sanitari del 118 e un medico

In seguito alla morte della 45enne, Laura Lorena Rapelli, per un’embolia polmonare, sono stati indagati due operatori sanitari del 118 e un medico del pronto soccorso dell’ospedale Martini di Torino. L’accusa, di omicidio colposo, è stata decisa in seguito alla denuncia ai carabinieri da parte della famiglia della donna, che, assistita dall’avvocato Francesco Maria Romeo, punta il dito contro l’intempestività e la negligenza nei soccorsi.

La famiglia dichiara: “Dalla prima chiamata a quando è arrivata in ospedale è passata un’ora e un quarto. Non hanno nemmeno messo i lampeggianti: ci abbiamo impiegato di meno noi in taxi”. Inoltre, i soccorritori si sarebbero presentati con una sedia a rotelle e non con la barella. C’è da dire però che l’appartamento, situato al quarto piano di via Scarsellini, non era dotato di ascensore.

La signora Rapelli aveva da una settimana l’influenza, aggravata da un’insufficienza respiratoria. Al momento dell’arrivo dell’ambulanza era vigile e cosciente ed è riuscita anche a parlare con l’operatore telefonico del 118, che le ha assegnato un codice verde. Non si sa poi come si è arrivati al triste epilogo, avvenuto a circa un’ora dall’arrivo al pronto soccorso, dove di nuovo le era stato assegnato un codice verde.

Immediata la replica del 118: “I tempi dell’intervento del 118, di cui non si possono dare i dettagli perché è in corso un’indagine della procura, sono compatibili con un codice verde, che è stato assegnato alla paziente, sia in entrata, in uscita, che in chiusura. La prima telefonata al 112, il numero unico per le emergenze, è stata fatta da una persona che in quel momento non si trovava davanti alla paziente. Solo la seconda chiamata, eseguita questa volta da una persona vicina alla paziente da soccorrere, ha fornito un quadro clinico più preciso. L’infermiera al telefono è comunque riuscita a parlare con la donna che in quel momento risultava cosciente anche se non riusciva a respirare bene. E’ stato quindi confermato il codice verde assegnato in precedenza e l’ambulanza è arrivata con i tempi compatibili appunto con un codice verde. Il fatto che sia stata caricata su una sedia a rotelle è stata una scelta, data la sintomatologia che la signora presentava: un paziente vigile e cosciente, se sdraiato, tende a peggiorare. Anche in pronto soccorso è arrivata con un codice verde”

Lascia quattro figli e il compagno che dichiarano: “Dal nostro punto di vista, evitando i ritardi e compiendo le corrette manovre, si sarebbe potuto salvarla con tranquillità”.



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