Accordo fatto fra FCA e PSA: in giornata presentata l’intesa che va ancora negoziata nei particolari fra le parti

L’accordo fra Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot Citroen è realizzato. Il consiglio di sorveglianza di Psa e il consiglio di amministrazione di Fca hanno approvato le linee guida dell’intesa raggiunta dai negoziatori dei due gruppi.

Oggi verrà presentato l’accordo di fusione che andrà negoziato e definito nelle prossime settimane. Fca e Psa confluirebbero in una newco controllata al 50% dagli attuali azionisti dei due gruppi. Exor che controlla il 29% di Fca avrebbe il 14,5% della nuova società mentre la famiglia Peugeot, la cinese Dongfeng Motor e Bpi France controllata dallo Stato transalpino avrebbero il 6,1% a testa della newco.

Dall’accordo nascerà il quarto gruppo mondiale  in termini di unità vendute con 8,7 milioni di veicoli, con ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro. La società, con sede in Olanda secondo il comunicato congiunto sarà presieduta da John Elkann  e avrà come amministratore delegato Carlos Tavares, che ricopre la stessa carica in Peugeot con un consiglio di 11 membri: 5 agli italo americani, 5 ai francesi, più un undicesimo indipendente.

I tweet dei due gruppi

 

Fca distribuirebbe ai propri azionisti 5,5 miliardi di euro di dividendo straordinario.

Nei colloqui Psa è assistita dall’italiana Mediobanca, mentre Fca dalla francese Lazarde.

Il comunicato congiunto PSA – FCA

Groupe PSA e FCA progettano di unire le forze per creare un leader mondiale in una nuova era della mobilità sostenibile
Le discussioni in corso aprono la strada alla creazione di un nuovo gruppo di dimensioni e risorse globali, detenuto al 50% dagli azionisti di Groupe PSA e al 50% dagli azionisti di FCA. In un settore in rapida evoluzione, con nuove sfide in termini di mobilità connessa, elettrificata, condivisa e autonoma, la società risultante dalla fusione farà leva sulla sua forza nella ricerca e sviluppo e sul suo ecosistema globale per accelerare l’innovazione e affrontare queste sfide con agilità ed efficienza negli investimenti.
L’aggregazione creerebbe il 4° costruttore automobilistico al mondo per vendite annuali (8,7 milioni di veicoli)
Inizialmente la società risultante dalla fusione beneficerebbe di margini tra i più elevati nei mercati ove presente, sulla base della solidità di FCA in Nord America e in America Latina e quella di Groupe PSA in Europa L’aggregazione unirebbe la forza dei brand dei due gruppi nei segmenti luxury, premium, veicoli passeggeri mainstream, SUV, truck e veicoli commerciali leggeri, rendendoli ancora più forti
La società risultante dalla fusione unirebbe le ampie e crescenti competenze di entrambe le società in quelle tecnologie che stanno plasmando la nuova era della mobilità sostenibile, tra cui la propulsione elettrificata, la guida autonoma e la connettività digitale
Sinergie annuali a breve termine stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti

Management team congiunto altamente stimato e riconosciuto per un’eccezionale creazione di valore e comprovato successo in precedenti aggregazioni aziendali
Il Consiglio di Amministrazione della società capogruppo olandese avrebbe una rappresentanza bilanciata e una maggioranza di consiglieri indipendenti. John Elkann Presidente e Carlos Tavares CEO e membro del Consiglio Rueil-Malmaison e Londra, 31 ottobre 2019. Il Consiglio di Sorveglianza di Peugeot S.A. e il
Consiglio di Amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles N.V. (“FCA”) (NYSE: FCAU / MTA: FCA) hanno concordato all’unanimità di lavorare a una piena aggregazione dei rispettivi business tramite una fusione paritetica (50/50). Entrambi i consigli hanno dato mandato ai rispettivi team di portare a termine le discussioni per raggiungere nelle prossime settimane un Memorandum of Understanding vincolante.
Il piano relativo all’aggregazione dei business di Groupe PSA e di FCA fa seguito a intense discussioni tra i management team delle due società. Entrambi condividono la convinzione che ci sia una logica convincente in una mossa così audace e decisiva, che creerebbe un gruppo leader nel settore con le dimensioni, le capacità e le risorse per cogliere con successo le opportunità e gestire efficacemente le sfide di questa nuova era della mobilità.
L’aggregazione proposta creerebbe il 4° costruttore automobilistico al mondo in termini di unità
vendute (8,7 milioni di veicoli), con ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro  e un utile

operativo corrente di oltre 11 miliardi di euro2 , sulla base dell’aggregazione dei risultati del 2018
ed escludendo Magneti Marelli e Faurecia. L’importante creazione di valore risultante dall’operazione è stimata in circa 3,7 miliardi di euro in sinergie annuali a breve termine. Tali sinergie deriverebbero principalmente da una più efficace allocazione delle risorse per gli investimenti di larga scala in piattaforme veicoli, sistemi di propulsione e tecnologie e dalla maggiore capacità di acquisto insita nella nuova dimensione del gruppo risultante dalla fusione.
Tali stime di sinergie non si basano su alcuna chiusura di stabilimenti. Si prevede che l’80% delle sinergie siano raggiunte dopo 4 anni. Il costo una tantum per raggiungere tali sinergie è stimato in 2,8 miliardi di euro.

Gli azionisti di ciascuna società deterrebbero il 50% del capitale del nuovo gruppo risultante dalla
fusione e, pertanto, i benefici derivanti dall’aggregazione sarebbero equamente divisi.
L’operazione verrebbe effettuata in forma di fusione sotto una capogruppo olandese e la struttura
di governance della nuova società sarebbe bilanciata tra gli azionisti, con una maggioranza di
consiglieri indipendenti. Il consiglio di amministrazione sarebbe composto da 11 membri. Cinque
membri del consiglio di amministrazione sarebbero nominati da FCA (incluso John Elkann in
qualità di Presidente) e cinque da Groupe PSA (incluso il Senior Independent Director e il Vice
Presidente)3 . Carlos Tavares sarebbe Chief Executive Officer, oltre che membro del Consiglio di

Amministrazione, per un mandato iniziale di cinque anni.
Carlo Tavares ha dichiarato: “Questa convergenza crea un significativo valore per tutti gli
stakeholder e apre a un futuro brillante per la società risultante dalla fusione. Sono soddisfatto del
lavoro fatto finora con Mike e sarò molto felice di continuare a lavorare con lui per costruire
insieme un grande gruppo”.

Mike Manley ha dichiarato: “Sono contento di avere l’opportunità di lavorare con Carlos e il suo
team su questa aggregazione che ha il potenziale di cambiare il settore. Abbiamo una lunga
storia di cooperazione di successo con Groupe PSA e sono convinto che, insieme a tutte le
nostre persone, potremo creare una società leader nella mobilità a livello globale”.
La nuova capogruppo con sede in Olanda sarebbe quotata su Euronext (Parigi), Borsa Italiana
(Milano) e al New York Stock Exchange e continuerebbe a mantenere una importante presenza
nelle attuali sedi operative centrali in Francia, Italia e negli Stati Uniti.
Lo statuto della nuova società risultante dalla fusione dovrebbe prevedere che il sistema di loyalty
voting operi in modo tale da non assegnare a alcun azionista voti in Assemblea in misura
eccedente il 30% del totale voti espressi. Si prevede inoltre che non ci sia alcun trasferimento
dei diritti di doppio voto esistenti, ma che i nuovi diritti di doppio voto speciale maturino dopo un
periodo di detenzione delle azioni di tre anni dal perfezionamento della fusione.
Un periodo di standstill di 7 anni a partire dal perfezionamento della fusione troverebbe
applicazione in relazione alle partecipazioni azionarie di EXOR N.V., Bpifrance Participations SA,
DFG e la famiglia Peugeot. EXOR, Bpifrance Participations e la famiglia Peugeot sarebbero
inoltre soggetti ad un periodo di lock-up di 3 anni in relazione alle rispettive partecipazioni. Unica
eccezione, alla famiglia Peugeot sarebbe concesso di aumentare del 2,5% la propria
partecipazione nella società risultante dalla fusione nei primi 3 anni successivi al closing,
esclusivamente acquisendo azioni da Bpifrance Participations e DFG.
Prima del perfezionamento dell’operazione, FCA distribuirebbe ai propri azionisti un dividendo
speciale di 5,5 miliardi di euro, nonché la propria partecipazione in Comau. Inoltre, sempre prima
del perfezionamento dell’operazione, Peugeot distribuirebbe ai propri azionisti la partecipazione
del 46% detenuta in Faurecia. Ciò consentirebbe agli azionisti del gruppo risultante dalla fusione
di condividere equamente le sinergie e i benefici derivanti da una fusione, riconoscendo nel
contempo il valore significativo della piattaforma differenziata di FCA in Nord America e la sua
forte posizione in America Latina, compresi i suoi margini ai vertici del settore in quelle regioni.
Ciò rifletterebbe anche il valore aggiunto che i marchi globali di fascia alta di FCA, Alfa Romeo e
Maserati, apporterebbero grazie al loro notevole potenziale di sviluppo.

Il presidente della Regione Piemonte è intervenuto sulla questone.

La sindaca di Torino Chiara Appendino è intervenunta sulla questione.



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