Gian Luca Rana e il Pastificio Rana nel nuovo decennio tra innovazione e tradizione

Tra le aziende italiane più “riconoscibili” all’estero, il Pastificio Rana – di Giovanni e del figlio Gian Luca Rana – nel corso degli anni è diventato una sorta di simbolo del made in Italy e, soprattutto, della nostra cucina. Se la tradizione, almeno in questo caso, non potrebbe (e non sarà) mai essere messa da parte, la differenza nello scorso decennio l’hanno fatta due parole: innovazione ed internazionalizzazione.

L’importanza della tecnologia…
In uno speciale mandato in onda su Sky, Gianluca Rana, Amministratore Delegato dell’azienda, ha voluto più volte ricordare come la tecnologia oggi svolga un ruolo non solo primario nel Pastificio Rana, ma anche delicatissimo: “L’obiettivo è quello di ricreare quello che può essere prodotto a mano in cucina. Ci siamo riusciti, grazie ad una strumentazione che per l’80% è stata concessa in esclusiva al nostro Pastificio (ed è per questo motivo che non viene mostrata nel servizio, ndr)”.

La qualità della pasta Rana, storicamente di livello assoluto, ha così continuato a deliziare i palati non solo dei suoi clienti italiani ma di milioni di persone sparse in tutto il mondo.

…e quella del mercato statunitense
Sì, perché oggi i prodotti con marchio Rana sono venduti in ogni angolo del globo. Arrivare nei supermercati di ogni continente può essere un’impresa accessibile a molti, riuscire però a conquistare i consumatori (soprattutto in ambito culinario) è per pochi.

Gianluca Rana ha mostrato come riuscirci, mettendo su un team di cuochi internazionale, capaci di adattare sapori ed ingredienti della pasta (dai tortellini ai ravioli) a quelle che sono le tradizioni di ogni paese, ovviamente senza perdere di vista la qualità e l’unicità della nostra cucina.

I risultati non si sono fatti attendere e già nel 2011 cominciò la costruzione di un primo impianto di produzione (poi finalizzato l’anno successivo) negli Stati Uniti. A Chicago l’investimento è stato fatto in un momento delicatissimo per l’economia locale, quando l’euro era particolarmente forte nei confronti del dollaro. Un’opportunità colta al volo dal management Rana, capace ora di cogliere i frutti sperati (quantificati dallo stesso A.D. in circa il 40% dell’investimento iniziale): dallo scorso anno, sempre nella metropoli dell’Illinois, è operativo un nuovo stabilimento messo in piedi in appena sette mesi.

Gianluca Rana mette in evidenza le lungaggini burocratiche che ancora affliggono l’economia italiana (“Da noi ci sono voluti sette anni solo per le autorizzazioni”) ma sa bene che il futuro del suo Pastificio sarà legato a doppio filo agli States: il 35% del fatturato dell’azienda è a stelle e strisce, i dipendenti sono quasi raddoppiati (oggi se ne contano circa 3.500) da quando è cominciata l’avventura Oltreoceano.

La figura di Giovanni
Oltreoceano dove era già riconosciuta la figura di Giovanni, fondatore dell’azienda e per anni protagonista in prima persona degli spot del Pastificio Rana. Se in Italia la sua figura è stata sempre associata a tradizione e qualità, la stessa strategia è stata usata all’estero, dove il brand è ora tra i più riconosciuti ed apprezzati dalle famiglie e dagli appassionati di cucina italiana. Tra Giovanni a Gianluca i punti in comune sono davvero tanti, tra cui il motto che si legge anche sulle pareti della sede a San Giovanni Lupatoto: “Never give up”, mai mollare.