Morì all’ottavo mese di gravidanza dopo essere stata dimessa dall’ospedale di Alessandria, due medici accusati di omicidio colposo

Il pm di Alessandria Andrea Trucano ha chiesto che vengano giudicati per omicidio colposo quattro medici del nosocomio alessandrino, ritenuti colpevoli della morte di una donna all’ottavo mese di gravidanza. I fatti risalgono allo scorso giugno quando Ingrid Vazzola, 41 anni, all’ottavo mese di gravidanza, venne accompagnata al pronto soccorso alle 2 di notte dal marito per forti dolori e febbre. I controlli in ospedale non avevano evidenziato problematiche particolari e la donna era stata inviata a casa alle 10 del mattino successivo con l’indicazione di riposarsi e di tachipirina per abbassare la febbre.

La situazione però peggiorò rapidamente e a mezzogiorno Ingrid era tornata in ospedale. A quel punto le sue condizioni erano drammatiche. Venne eseguito un cesareo d’urgenza, che non servì a salvare il bambino, poi venne asportato l’utero ma non si riuscì a bloccare l’emorragia. Ingrid morì. Secondo i periti di parte se la donna fosse stata sottoposta a terapia antibiotica, con elevata probabilità, si sarebbero potute salvare sia lei sia la nascitura.

Sono accusati di omicidio colposo Angelo Chiappano, 47 anni, in servizio al Pronto Soccorso, e Ezio Capuzzo, 55, ginecologo. Il pm ha invece proposto l’archiviazione per Rossana Uberti, 53 anni, il primo medico del Pronto soccorso che ha preso in carico Ingrid Vazzola, Nicola Strobelt, 54, primario di Ginecologia, Tiziana Fortunato, 43, e Stefano Prigione, 48, entrambi dello staff chirurgico di ginecologia, e Alberto Guagliano, 57, chirurgo cardiovascolare.