E’ morto Ugo Paffoni, imprenditore e anima del basket di Omegna

E’ morto mercoledì 11 novembre nella sua casa di Pettenasco Ugo Paffoni. Imprenditore e anima del basket di Omegna, Paffoni aveva 75 anni ed ha dovuto arrendersi ad un tumore. Paffoni ha guidato l’omonim azienda di famiglia che produce rubinetti e li esporta in tutto il mondo, diventando una delle icone del made in Italy.

Ma Ugo Paffoni è stato anche l’anima della Fulgor Omegna, la squadra di basket che ha guidato come presidente e sponsor per oltre un decennio e della quale era ancora il principale finanziatore. Nel 2018 la città di Omegna gli aveva anche assegnato la cittadinanza onoraria.

La Fulgor Omegna lo ha così ricordato:

Oggi è un giorno triste. Nero, come l’umore di tutti. E’ il giorno più cupo della storia della Fulgor. Se n’è andato il nostro presidente, Ugo Paffoni. Vinto da un male incurabile che lo ha portato via in poche settimane. Non ci sono parole per esprimere quello che sentiamo tutti. Tifosi, dirigenti, allenatori, giocatori, vecchi e nuovi.
Oggi c’è un vuoto enorme, in ognuno di noi.
In questi 14 anni, il mondo della pallacanestro ha scoperto un uomo straordinario. Entrato in punta di piedi, Ugo Paffoni è diventato un punto di riferimento, un simbolo, un’icona. Ha legato in maniera indissolubile il suo nome a quello della nostra società. E’ stato un padre buono, comprensivo, innamoratissimo della Fulgor. Una passione sconfinata la sua, cresciuta giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Ha vinto, forse meno di quello che avrebbe meritato. La sua gioia da bambino a Castellanza, con il giro di campo insieme al suo amatissimo Matteo Bertolazzi, la sua felicità a Jesi e Porto San Giorgio, la sua delusione dopo la retrocessione e le finali perse, sono istantanee che rimarranno nei nostri ricordi. La Fulgor è cresciuta con lui, è cresciuta grazie a lui, è diventata quello che è grazie a lui.
Ci rimangono il suo esempio, il suo amore incondizionato, il suo commovente attaccamento ai nostri colori. E ci rimane da perseguire il suo sogno: quello del ritorno in serie A2, nel nuovo palazzetto. Lo dobbiamo a lui, per tutto quello che ha fatto per noi in questi meravigliosi, intensi ed indimenticabili 14 anni.
CIAO PRESIDENTE. GRAZIE DI TUTTO