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Genitori e insegnanti delle Valli Belbo, Bormida e Uzzone scrivono a Cirio: riaprite le scuole

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Una lettera firmata da oltre 600 genitori, insegnanti, educatori e cittadini delle Valli Belbo, Bormida e Uzzone è stata inviata al Presidente della Regione Alberto Cirio per chiedere la riaperturaa delle scuole:

Egregio Presidente Cirio,
consapevoli della situazione difficile che stiamo attraversando chiediamo un intervento mirato a sostegno dei bambini e dei ragazzi.

Poco alla volta, abbiamo ritirato nel cassetto gli arcobaleni e le bandiere tricolore che a marzo 2020 trionfarono sui balconi. Li abbiamo messi via tristemente, insieme alla speranza che i nostri sforzi ci conducessero verso la fine del tunnel, mentre l’amor di patria e l’empatia con il prossimo, tanto sollecitate da televisioni e giornali sfumavano insieme alla credibilità di molta parte della classe politica che ci governa. Abbiamo compiuto il nostro dovere e rispettato le regole il più possibile anche quando le indicazioni ci sembravano bizzarre e contraddittorie. Preoccupati, perplessi, talvolta feriti ci siamo fidati delle istituzioni e abbiamo messo in atto strategie di sopravvivenza e aiuto reciproco. Speranza e Resistenza sono state le parole d’ordine. I nostri figli hanno resistito con noi e più di noi. A loro è stata sottratta socialità, scuola, libertà digioco all’aperto, sport e condivisione. Un anno di esperienze che nessuno potrà restituirgli. Hanno sopportato questa condizione egregiamente, consapevoli che era necessario.

A settembre la scuola ha riaperto, garantendo una buona sicurezza attraverso un grande sforzo collettivo. Dirigenti scolastici, insegnanti e personale ata hanno lavorato con grande impegno e responsabilità per mettere insieme i cocci di una scuola frantumata da mesi di Dad e noi genitori abbiamo riconosciuto i meriti a chi, per una volta, ha cercato soluzioni intelligenti al problema.

Dopo poco sono iniziate le chiusure parziali delle scuole secondarie di primo e secondo grado, e dall’ 8 marzo 2021 il Piemonte è di nuovo in Dad.

Poiché si definisce emergenza una circostanza imprevista e transitoria, dopo dodici mesi non possiamo accettare che la Dad sia giustificata da una situazione cronica chiamata ancora, per comodità, emergenziale. Gli stessi ragazzi che nel marzo scorso hanno disegnato arcobaleni sono di nuovo di fronte ad uno schermo e noi non possiamo più accettare in silenzio. I problemi emotivi, psicologici, lavorativi correlati alla mancanza di scuola in presenza sono tanti, evitiamo di elencarli per l’ennesima volta certi che Lei, Presidente, ne sia da tempo a conoscenza. Sottolineamo che non vogliamo bonus, congedi straordinari, ristori, vogliamo poter lavorare dignitosamente mentre i nostri figli condividono tempo ed esperienze con compagni e insegnanti, affinché possano crescere consapevoli, forti e preparati a cambiare questa Italia martoriata dal Covid e da decenni di scelte sbagliate.

Più di seicento famiglie delle Valli Bormida, Uzzone e Belbo, pronte ancora una volta a collaborare con le istituzioni, si uniscono in un’unica voce per richiedere l’immediata riapertura delle scuole di ogni ordine e grado, senza ulteriori interruzioni fino al termine dell’anno scolastico.

Certi che comprenderà le nostre richieste e ne terrà conto, porgiamo cordiali saluti.

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