Torino aderisce alla campagna U=U sulla trasmissibilità dell’AIDS

L’AIDS (sindrome da immunodeficenza acquisita) è stato riconosciuto per la prima volta il 5 giugno 1981, quando i Centri di controllo e prevenzione di Atlanta registrarono casi sospetti di polmonite.

Nel giorno in cui ricorrono i quarant’anni da quella data, la Città di Torino e le associazioni torinesi che aderiscono alla rete Fast Track City lanciano una campagna di informazione U=U, dallo slogan inglese Undetectable = Untrasmittable, lo stesso che è stato proiettato sulla Mole in occasione del 1° dicembre 2020.

Significa che, se il virus dell’HIV non è rilevabile nel sangue, esso non è trasmissibile. L’evidenza scientifica ha infatti dimostrato che una corretta terapia antiretrovirale riduce significativamente il rischio di trasmissione dell’HIV; se la terapia è efficace, la quantità di virus è talmente ridotta da eliminare completamente il rischio di trasmissione dell’HIV per via sessuale. In altre parole, una persona con HIV, che segue regolarmente la terapia e ha una carica virale stabilmente non rilevabile, non trasmette il virus ai partner e alle partner con cui ha rapporti sessuali non protetti dal profilattico. Infatti la terapia antiretrovirale riduce la quantità di virus nel sangue, nello sperma, nelle secrezioni vaginali e rettali. Nel campo dell’HIV si tratta di un’acquisizione scientifica rivoluzionaria, che ha un enorme impatto sia sulla vita privata delle persone che vivono con l’HIV, sia in termini di salute pubblica.

Su questo assunto si fonda anche l’esperienza di Fast Track City, che pone come obiettivi per il 2030 quello di raggiungere il 95% delle persone sieropositive a conoscenza del proprio stato sierologico, il 95% di esse in cura con terapia antiretrovirale, il 95% delle stesse con carica virale azzerata. Cosi facendo l’obiettivo di fermare l’HIV diventa raggiungibile.

“La campagna informativa ha quindi l’obiettivo di contrastare lo stigma che grava sulle persone sieropositive e la disinformazione ancora diffusa sulla possibilità del contagio” annuncia Marco Giusta, assessore ai Diritti della Città di Torino. “La battaglia per una corretta informazione si può vincere solo se le istituzioni, il mondo della scuola, i e le professioniste della salute e la cittadinanza organizzata lavorano insieme. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che la cosa fondamentale per tutte e tutti è conoscere il proprio stato sierologico. Vorrei pertanto ringraziare le realtà aderenti alla rete Fast Track City, vere artefici di questa campagna costruita dalla Fondazione Contrada Onlus, assieme al Servizio LGBT della Città di Torino.”

I 400 manifesti hanno un QR code attraverso il quale si può accedere al portale TorinoGiovani della Città di Torino per approfondimenti sulla tematica, informazioni su dove fare il test e riferimenti alle associazioni aderenti.

Fast Track Cities è una rete globale tra città di tutto il mondo e quattro partner principali: IAPAC (International Association of Providers of AIDS Care), UNAIDS (United Nations Programme on HIV/AIDS), UN-Habitat (United Nations Human Settlements Programme) e la Città di Parigi. La Città di Torino ha aderito a Fast Track Cities lo scorso anno, sottoscrivendo la Dichiarazione di Parigi insieme alle associazioni che sul nostro territorio si occupano di questo tema: Anlaids Torino, Arcobaleno Aids ODV, Casa Arcobaleno, Croce Rossa Italiana Comitato Torino, Associazione Giobbe, Associazione Gruppo Abele, Lila Piemonte ODV.



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