Nuovo nubifragio sull’Astigiano, completamente allagata la zona di San Damiano d’Asti

Un incubo senza fine quello che si sta verificando nell’Astigiano, con l’ennesima calamità atmosferica che si è abbattuta su colture e abitazioni martedì pomeriggio a San Damiano d’Asti e nelle zone limitrofe, in modo particolare nei comuni di Villafranca d’Asti, Baldichieri, San Martino Alfieri, Isola d’Asti e Costigliole d’Asti. Una bomba d’acqua con più di 50 mm di pioggia in breve tempo ha causato allagamenti nelle case e nelle cantine, provocando anche ampie inondazioni nella parte bassa dei paesi, mentre alberi e rami sono stati spezzati dal vento che ha scoperchiato tetti e sollevato elementi pericolanti. Pesanti conseguenze che hanno reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, oltre che di diversi privati cittadini ringraziati pubblicamente dall’amministrazione comunale di San Damiano.

Il sindaco di San Damiano Davide Migliasso ha appena firmato la richiesta dello stato di calamità naturale per il proprio comune e auspica massicci interventi economici per risanare l’assetto idrogeologico del territorio. “Il nubifragio che si è scatenato ha provocato ingenti danni sia al patrimonio pubblico, che a quello privato, soprattutto per quanto concerne il comparto agricolo – afferma Migliasso – i nostri uffici sono in stretto contatto con le istituzioni pubbliche (Regione Piemonte e Provincia di Asti) alle quali è già stato presentato il quadro dei danni subiti. Sono necessari interventi strutturali all’interno dei nostri rii e nelle nostre frazioni. Durante queste avversità l’acqua piovana ha portato a fondo valle molti detriti, creando frane e smottamenti che hanno lasciato isolate intere famiglie”.

Tra le aziende agricole che hanno subito maggiori danni c’è quella di Gabriele Cotto, associata ad Asti Agricoltura, che ha riscontrato alcune frane all’interno dei vigneti e parecchi danni nei prati dove non sarà più possibile effettuare il taglio del fieno. Ma il danno maggiore è stato l’allagamento della cantina con la relativa perdita di svariate bottiglie di vino, oltre che diversi danni alla struttura stessa.
“Avevamo già vissuto anni fa sulla nostra pelle il problema degli allagamenti alle colture, ma non avevamo mai riscontrato danni alla cantina come in questa occasione”, dichiara sconsolato Cotto.

“Questa ennesima calamità naturale va a sommarsi ai danni già causati dalla grandinata del 13 luglio – afferma Enrico Masenga, consulente tecnico specialistico di Asti Agricoltura- che aveva provocato danni alle colture fino al 70%. La consistente pioggia di martedì ha causato la cascola delle nocciole e danneggiato ulteriormente le coltivazioni già colpite dalla grandine. Le conseguenze di queste precipitazioni andranno anche ad inficiare sulla salute di vigneti e noccioleti. Infatti l’acqua caduta favorirà purtroppo lo sviluppo di infezioni secondarie da funghi che nel lungo periodo possono danneggiare irreversibilmente le piante stesse”.

“Ci auguriamo che arrivino tempestivi ristori da parte delle istituzioni, in grado di risollevare almeno parzialmente il comparto agricolo locale già duramente danneggiato in seguito alle chiusure per fronteggiare la pandemia”, afferma il direttore di Asti Agricoltura Mariagrazia Baravalle. “Lo stato di calamità e successivi importanti sostegni pubblici rimangono per il momento l’unica soluzione per sopperire a questi gravissimi disagi che sta vivendo l’intero comparto agricolo”, conclude il direttore Baravalle.



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