La villa dei cadaveri, intervista con Luisa Ferrari

Torino e il Piemonte tornano protagonisti nel nuovo romanzo di Luisa Ferrari, La villa dei cadaveri, Fratelli Frilli Editori. Il giallo prende ancora una volta spunto dall’Istituto di Anatomia Patologica di Torino, dove vengono uccisi alcuni collaboratori.

Il commisario Baldanzi, che sarebbe in vacanza, si trova alle prese con la comparsa della fidanzata Ornella, che a sua volta lavora all’Istituto e parte per un’indagine che lo porterà lontano, alla scoperta di una villa inquietante e di un Barone misterioso. Trovate qui la recensione del libro.

Luisa Ferrari, partiamo dall’inizio: l’Istituto di Anatomia Patologica di Torino ti ha affascinato talmente tanto che anche il tuo nuovo romanzo prende spunto da quelle mura. Cosa nascondono di così irresistibile per te?

Camminando per i lunghi corridoi dell’Istituto di Anatomia Patologica di Torino si sente la storia della medicina che si fonde con l’attività di chi oggi dedica il suo tempo al microscopio per dare un nome alle malattie e permetterne la cura. L’eredità degli antichi Professori non è andata perduta. Impossibile non percepire il fascino di storia vivente che aleggia tra quelle mura!

Come è nata l’idea per questa nuova vicenda?

La nuova vicenda è nata dall’insieme di nuove esperienze e studi degli ultimi anni, più una notevole dose di fantasia! E seppur tenendo sempre sullo sfondo il Museo di Anatomia Patologica di Torino, ho spostato la vicenda anche nell’astigiano, terra di una bellezza ancora incontaminata e di persone autentiche. Vi abito da anni e meritava un doveroso omaggio!

Ho trovato il romanzo molto intimo. Ci racconti molto delle emozioni del protagonista, che viene quasi travolto dagli eventi uscendone stordito…

Si scrive come si vive e io ho un rapporto molto stretto con le emozioni. Diciamo che sono una pessimo giocatrice di poker, non so fingere! Baldanzi in questo è il mio alter ego, vive nel bene o nel male di emozioni che lo travolgono e dalle quali cerca sempre di fuggire, senza riuscirci.

Nel romanzo ci sono diverse figure femminili, molto varie e caratterizzate. Ce le racconti?

Molte e diversissime… c’è la biondissima Ornella con le sue improbabili calzature dai tacchi a spillo, tenera e appassionata dietro una maschera appariscente che le serve solo a celare la sua fragilità e il suo devoto amore per il burbero Baldanzi. C’è la depressa e romantica Amalia, donna dell’alta borghesia che cerca di annegare la noia esistenziale tra shopping e innumerevoli amanti. C’è l’inossidabile Giulietta Ottolenghi, anatomopatologa che vive di Musei, adora i suoi cani e darebbe qualsiasi cosa per un donut al cioccolato o un panino alla mortadella. C’è Edvige, rustica ed efficiente, che nasconde il suo terribile segreto. C’è Sara, indifesa e vittima di un destino più grande di lei. E su tutte la Signora, che dal suo riposo pare vegliare su chi la custodisce.

C’è un personaggio, femminile o maschile, nel quale ti identifichi in maniera particolare?

Giulietta ed io saremmo ottime amiche, questo è sicuro. Ma anche in Baldanzi mi riconosco moltissimo, nel suo amore per il quieto vivere e nella sua filosofia di stare nel proprio nido. Ma non mi ci riconosco del tutto, sopratutto nella solitudine, infatti diciamo che le strampalate avventure di Di Gennaro non sono esattamente frutto di fantasia!

Come sta crescendo il personaggio di Baldanzi?

Baldanzi è di fondo un eterno Peter Pan che ha paura di crescere. Ma lo dovrà fare, quest’ultima avventura lo ha messo di fronte a un’evidenza che non sospettava. Baldanzi crescerà, con i suoi tempi ma lo farà. Rispetto all’inizio del romanzo evolve, scopre sentimenti nuovi e li combatte, capisce che il mondo è più bello se si ha accanto un amico. E la strada verso la maturità è ancora lunga…

Stai già lavorando ad una nuova avventura?

Sì, la vicenda tragica della vendetta per l’inganno del preparatore è ormai conclusa, ma nuove nubi si addensano sul povero Baldanzi. E nuovi nemici ostacoleranno le sue pigre serate tra divano e amaretti morbidi. Nuovi o quasi nuovi, ma lo leggerete presto!



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