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Torino

Esiste un piano di marketing per promuovere la corona verde di Torino

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La Corona verde, ovvero la periferia e la cintura dell’area metropolitana di Torino, con il suo circuito di piste ciclabili, i siti di interesse artistico-culturale come le residenze sabaude, i campi coltivati all’interno dei parchi naturali periurbani, è una fonte di opportunità per il rilancio di un turismo lento e a chilometro zero, che si è riscoperto durante il lockdown, nonché di sviluppo di idee imprenditoriali legate all’agricoltura e al comparto eno-gastronomico. È quanto emerso nel corso della giornata di presentazione del Piano di marketing realizzato nel contesto della governance territoriale di Corona verde e delle attività realizzate con il progetto ToP Metro Riqualificazione Periferie della Città Metropolitana Torino, grazie ai fondi resi disponibili dal Bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie.

Nella sala Agorà di I3P, l’Incubatore del Politecnico di Torino sono intervenuti per la Regione Piemonte il responsabile del settore Sviluppo sostenibile, biodiversità e aree naturali, per la Città Metropolitana di Torino il responsabile della struttura Integrazione processi finanziari e contabili, oltre a rappresentanti della società cooperativa Corintea e dell’Incubatore.

Il Piano di marketing, realizzato all’interno di un più ampio Piano di comunicazione e di animazione territoriale, si pone come strumento di rilancio e sviluppo del territorio di Corona verde: 93 Comuni che si dipanano dalla centrale Torino.

Fra le idee scaturite nel corso dei numerosissimi incontri propedeutici alla realizzazione del piano, sono state individuate 3 aree di macroprogettualità: i Distretti del cibo, ovvero sistemi produttivi locali che integrano attività agricole e imprenditoriali (sul modello del Distretto reale di Stupinigi); le Green communities, ossia comunità locali coordinate tra loro all’insegna dello sviluppo sostenibile dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale; e le Comunità energetiche rinnovabili, associazioni fra enti e anche singoli cittadini che si dotano di infrastrutture per produrre energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo e alla condivisione. Sono poi state individuate delle opportunità di sviluppo imprenditoriale nel territorio di Corona verde.

Alcuni esempi: l’organizzazione di rassegne e di eventi culturali e ricreativi nelle aziende agricole; lo sviluppo di una filiera di prossimità della carne di cinghiale, come nel caso del Parco naturale La Mandria, che ha individuato in questo ungulato il suo prodotto tipico ed ha avviato un piano di contenimento programmato per ridurre i danni agricoli e prevenire incidenti stradali; il lancio di un “Corona verde food hub”, ovvero un servizio di vendita aggregata di prodotti agroalimentari delle aziende agricole del territorio; la realizzazione di spazi di “coworking rurale”; l’allestimento di punti di ristoro, fissi o mobili, sugli itinerari ciclabili, nei parchi e nelle aree pubbliche; la creazione delle ciclostazioni intermodali; la definizione di proposte turistiche esperienziali sul territorio.

E proprio una idea imprenditoriale su questo ultimo argomento, “Alternatò”, è stata premiata come vincitrice della Business Model Canvas competition, parte del Piano di marketing, con l’intervento di Hangar Piemonte, degli incubatori universitari I3P, 2i3T. Un’idea che propone di creare dei pacchetti turistici ad hoc per il territorio di Corona verde lanciando un turismo soprattutto, ma non solo, di visitatori di prossimità: quei cittadini che hanno riscoperto le bellezze naturali delle periferie verdi durante il lockdown. Un turismo lento e green con spostamenti a impatto zero, in bici o a piedi, e visite guidate in luoghi caratteristici della cintura torinese come il villaggio Leumann di Collegno e il giardino botanico Colla di Rivoli.

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