Exit, a Grugliasco le creazini di 14 artisti di circo contemporaneo

Quattordici giovani artisti di circo contemporaneo provenienti da Italia, Francia, Svizzera, Spagna e El Salvador saranno protagonisti di Exit, creazioni personali dei neodiplomati dell’Accademia di Fondazione Cirko Vertigo, impegnati ciascuno nella realizzazione di un numero intimo volto a suggellare il proprio percorso formativo e artistico. L’appuntamento è fissato per sabato 18 giugno alle ore 21.00 al Teatro Le Serre di Grugliasco, (TO), nell’ambito della stagione della Città di Grugliasco, realizzata in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo.

I biglietti sono acquistabili su Vivaticket al link https://www.vivaticket.com/it/ticket/exit/173978 oppure sono prenotabili presso la biglietteria di Fondazione Cirko Vertigo scrivendo a biglietteria@cirkovertigo.com o telefonando allo 011 07 14 488 (biglietto intero 12 euro, ridotto 9 euro). Sono inoltre acquistabili tramite la nuova APP blucinQue Nice, scaricabile su tutti i dispositivi.

A ognuno di loro è stato chiesto di pensare e sviluppare un percorso di messa in scena a partire da una propria passione, lettura o esperienza personale. Il pubblico potrà ammirare le più svariate discipline circensi portate ai massimi livelli tecnici: scala libera, verticali, filo teso, corda molle, palo cinese, palo volante e cerchio, corda, tessuti, trapezio e cinghie aerei. In scena, con l’accompagnamento alla ricerca artistica di Caterina Mochi Sismondi e Luisella Tamietto: Alex Aufderklamm, Cristina Ciguela Martinez, Antonella Germinali, Alma Sofia Gruber, Lucrezia Masciulli, Simone Menichini, Ylenia Monno, Gemma Morganti, Elena Anna Moure, Eduardo Figaro Portillo, Lilou Solenn Manon Cuny, Julia Tanner, Matilda Testa e Filippo Vivi. Gli assistenti alla creazione sono Daniela Paci, Elisa Mutto e Vladimir Ježić mentre la direzione delle tecniche circensi è affidata ad Arian Miluka con Silvia Francioni.

L’Accademia di Fondazione Cirko Vertigo riconferma così la propria vocazione ad essere hub creativo e formativo, preparando le giovani promesse del circo contemporaneo non solo all’esibizione scenica, ma a diventare individualmente artefici di un processo creativo ed esprimere al meglio il proprio talento.

Gli spettatori quindi potranno entrare nel mondo di Alex Aufderklamm, che sul palo volante porta in scena Limits, sul concetto di limite fisico e sul paragone uomo-macchina. Dov’è il limite, fisico e psicologico, di ognuno di noi? Fin dove possiamo spingerci? L’artista indagherà questo concetto ispirato dalla frase di un grande Maestro, Arian Miluka: “Sopra il talento c’è il lavoro. Bisogna essere innamorati dell’arte del circo per combattere tre nemici: paura, fatica e dolore”.

Cristina Ciguela Martinez avrà una Doppia faccia sul suo cerchio aereo. In scena la dualità della società contemporanea: da un lato i valori sociali con il carico di giudizi che si portano dietro e dall’altra la necessità di essere alla base coerenti con se stessi.

Si cambia totalmente mood con il pezzo Radio A.J. – la radio intorno a te! di Antonella Germinali su trapezio aereo: in scena una vecchia radio che, imperterrita e nonostante vari imprevisti, non intende rinunciare a suonare la sua musica.

Verticali, danza e teatro uniti assieme nell’intervento di Alma Sofia Gruber intitolato L’indifferenza del pesce pagliaccio. “A volte non sopporto di essere una donna. In questi momenti penso che, come uomo, non ci sarebbero limiti ai miei sogni. Fino a che punto il mio genere mi definisce? È il mio genere che forma la mia personalità o è la nostra cultura che mi induce a cercare di essere una bella, dolce bambola muta? Un gioco, una danza, una battaglia per l’indifferenza con cui il pesce pagliaccio incontra il suo sesso biologico”.

Partendo sempre dalla riflessione sul futuro e sulla realizzazione di ciò che ognuno di noi sogna, Lucrezia Masciulli in Siamo (anche) ciò che sogniamo, attraverso morbide evoluzioni sul cerchio aereo avvia un’analisi della indistricabile rete di immagini, emozioni, luoghi, volti e sensazioni dai contorni spessi oppure assolutamente impalpabili che ci definisce, divisi fra l’inconscio, manifestazione segreta di tutto ciò che non può accadere o vorremmo non accadesse nella realtà e il lato luminoso, nel quale siamo la combinazione perfetta tra ciò che vorremmo essere e chi siamo realmente.

Simone Menichini su scala libera porta sul palcoscenico tutti i suoi Perchè?: per Simone c’è un perché nascosto in tutte le cose che conduce ad un altro perché, che suggerisce un piccolissimo imprevisto perché, da cui scaturisce probabilmente un altro, nuovissimo e appena nato perché. “Ah ma mio caro signore, il perché non deve mai essere ovvio, questo è il punto”.

Ylenia Monno intende Vivere a colori e con il suo sorriso e la sua energia dimostrerà al pubblico che un mondo senza colori è impossibile da immaginare e spetta a noi scegliere di che colori caricarsi e vivere. Sul palo cinese prenderà corpo il concetto secondo cui la vita è fatta di sfumature e niente è in bianco o nero.

Dalla esplosività di Ylenia all’introspezione di Gemma Morganti che sul trapezio dance ci farà riflettere sul concetto di vuoto. In Horror vacui Gemma farà emergere quanto sia inutile cercare di scappare dal vuoto che in realtà ognuno ha dentro di sé. Ci affanniamo per riempire le nostre vite di cose, persone, attività eppure il vuoto pare incolmabile.

Un corpo che sembra una condanna. Uno sguardo per ogni centimetro di pelle scoperta, che è la mia ma non sono io. Esisto fuori da questo, esisto fuori da me. De corpore di Elena Anna Moure su corda aerea è il racconto di uno stato d’essere, o meglio della volontà di non essere, di non esistere in un corpo che sembra solo una condanna. È una critica, che non vuole farsi portavoce di soluzioni ma vuole mostrarsi semplicemente come testimonianza di un senso di disagio, personale ma diffuso. Di fronte allo sguardo degli altri il corpo sembra perdere umanità, ogni centimetro che viene mostrato è un giudizio, e ogni giudizio viene interiorizzato. Il corpo diventa un oggetto, come tale viene considerato e come tale viene involontariamente vissuto.

“I nostri destini sono già scritti nel cosmo: nel momento in cui si accettano i propri passi si inizia a vivere in armonia con la verità”. Da questa frase nasce il numero su corda molle di Eduardo Figaro Portillo intitolato Nascita di un acrobata.

Lilou Solenn Manon Cuny con il suo Te souviens-tu? vi porterà sul filo teso in un mondo fatto di ricordi, alcuni dei quali svaniscono, volano via con la stessa leggerezza dell’acrobata che si muove sul filo, mentre altri restano, fissati sulla carta, anche quando due persone non si sentono nè vedono più.

Mi sentite? è il grido di Julia Tanner su cerchio aereo. “Come ci si può orientare in un tale sovraccarico di informazioni? – si chiede l’artista – C’è qualcuno che ascolta? Troppe informazioni portano a essere sopraffatti, a non cercare di risolvere i problemi o a voler rimandare. Ma il benessere del pianeta e delle persone che lo abitano non può essere rimandato”.

Vitalità e voglia di urlare al mondo la propria gioia e l’amore per ciò che si fa: Matilda Testa sulle cinghie aeree andrà in scena con Call me Monkey!, nel quale esprime l’amore e la passione che prova per quello che è un mestiere come un altro, un lavoro come tutti, e al tempo stesso assolutamente fuori dal comune, quello dell’artista di circo contemporaneo. “Il circo è la casa di chi vuol fare della vita uno spettacolo. Il circo è arte e l’arte è un lavoro”.

È ancora Primavera, infine, con Filippo Vivi e i suoi tessuti aerei. La fatica di alzarsi, dopo essere precipitati più e più volte, sconfigge la voglia di riprovarci. Le gambe non reggono più il peso e arrancando, l’artista cerca la forza per non cedere. I tessuti, con la loro morbidezza e con il fascino delle discipline aeree, lo aiuteranno in questa ricerca.



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