Il programma del Climate Social Camp di Torino 2022

Quasi quattro anni fa, il 20 agosto 2018, una ragazza di 16 anni ha deciso di sedersi davanti al Parlamento svedese ogni venerdì, in sciopero per il clima. Ha portato con sé solo un piccolo cartello con scritto “Skolstrejk For Klimatet”. Questo atto rivoluzionario ha ispirato migliaia di persone in tutto il mondo: giovani ragazzi e ragazze che non volevano continuare a guardare l’umanità che mette a rischio il proprio futuro.

Il movimento ispirato dalle azioni di Greta è stato chiamato “Fridays For Future” e oggi è presente in cento Paesi, dagli Stati Uniti d’America all’Australia, passando per molti stati africani, Sudamericani e Asiatici, oltre ovviamente alla maggior parte degli Stati europei. Durante l’ultimo “Sciopero globale del clima”, più di 500.000 persone sono scese in strada sotto la bandiera di #FridaysForFuture.

Una volta all’anno, il movimento #FridaysForFuture organizza un incontro internazionale, in cui gli attivisti possono incontrarsi di persona. Il primo incontro si è svolto a Losanna nel 2019 con la promessa di rivedersi a Torino l’anno successivo. A causa della pandemia l’evento è stato più volte spostato ma vedrà finalmente la luce quest’estate, dal 25 al 29 di luglio.
In quest’edizione l’incontro europeo di FFF verrà affiancato da un Campeggio per il clima dal nome “Climate Social Camp”, pensato per coinvolgere tutta la popolazione in incontri, dibattiti, conferenze e concerti e far diventare la lotta alla crisi climatica una priorità per tutta la cittadinanza.

Riteniamo che affrontare la crisi climatica da una prospettiva di giustizia ed equità sia fondamentale. Alla base della crisi climatica ci sono le disuguaglianze: i Paesi più colpiti dagli impatti sono infatti quelli meno responsabili delle
emissioni di gas serra.  Senza giustizia sociale non può esserci giustizia climatica.

PERCHÈ TORINO?
Perché Torino e l’Italia ne hanno bisogno. Rispetto ad altri grandi Paesi europei la consapevolezza della crisi climatica in Italia è davvero bassa, questo si riflette anche nello scenario politico italiano che fatica a mettere al centro della agenda politica la lotta al riscaldamento globale. I dati ci dicono che l’inquinamento atmosferico a Torino accorcia l’aspettativa di vita dei torinesi di quasi due anni rispetto alla media nazionale e la crisi
climatica che ha provocato inondazioni, siccità e condizioni meteorologiche estreme in tutta l’area iniziano a essere segnali chiari e inequivocabili del fatto che gli effetti siano già qui e ora.
La cittadinanza tutta sta iniziando a mostrare segnali incoraggianti e negli ultimi tre anni la consapevolezza dei rischi, delle problematiche e delle opportunità è cresciuta molto. Purtroppo, nonostante alcuni piccoli cambiamenti ci siano stati, nella nostra città non sono state ancora intraprese azioni necessarie e sufficienti per mitigare e adattarsi alla crisi climatica in atto, ed è importante che ci sia un’accelerazione in tal senso.

PROGRAMMA
Il programma è diviso in due parti: al Campus Luigi Einaudi si terranno le sessioni di discussione del meeting europeo di Fridays For Future, mentre al Parco Colletta – nella cornice del Climate Social Camp – si terranno conferenze, laboratori e proiezioni su temi collegati alla crisi climatica.

LA SETTIMANA AL CAMPUS LUIGI EINAUDI

TAVOLI DI DISCUSSIONE
“COSTRUIRE LA MOBILITAZIONE PER IL CLIMA”
MARTEDÌ 26 LUGLIO – ORE 9.30 e MERCOLEDÌ 27 LUGLIO – ORE 9.30
Dopo 3 anni di mobilitazione, gli attivisti di Fridays For Future discutono di come riuscire ad accelerare il cambiamento e arrestare la crisi climatica nel poco tempo che ci rimane. Ci saranno due gruppi di discussione:
• Le lotte per il clima dell’Africa, del Sudamerica e dell’Asia: come far sì che la politica e i media occidentali diano voce agli attivisti che rischiano la vita per difendere i loro territori.
Speaker: Patience Nabukalu, attivista di FFF in Uganda
• Agire locale, pensare globale: organizzarsi per fermare le multinazionali del fossile che speculano sul nostro futuro
Speaker: Luisa Santi, attivista di FFF in Amazzonia, Brasile

“LE SFIDE DEL FUTURO”
MERCOLEDÌ 27 LUGLIO – ORE 14.30 e GIOVEDÌ 28 LUGLIO – ORE 9.30
Due sessioni di discussione su due temi specifici per delineare il futuro dei movimenti per il clima. I dibattiti saranno incentrati su:
• Giustizia climatica ed economia fossile: quali sono le alternative all’attuale sistema economico per coniugare il benessere e il rispetto degli ecosistemi?
Speaker: Raksita Rajagopal, attivista di FFF nel Rajasthan, India
• Strategie di mobilitazione: quali sono i metodi di azione più efficaci per aumentare la consapevolezza e favorire il cambiamento, a livello individuale e politico?
Speaker: Yashila Govender, attivista di FFF in Sud Africa

WORKSHOP E FORMAZIONI
MARTEDÌ 26 LUGLIO – ORE 14.30 (Campus Luigi Einaudi)
Nove workshop e formazioni su nove temi specifici per comprendere le diverse sfaccettature della crisi climatica: “Stop EACOP: il più grande oleodotto al mondo mette a rischio l’Africa orientale”; “La difesa dei territori delle comunità indigene in Messico e Indonesia”; “Il conflitto del Sahara Occidentale e le radici della crisi climatica”; “Greenpeace Roots: come trasformare l’ansia climatica in azione”; “Le migrazioni climatiche e i flussi nel
Mediterraneo”; “Il ruolo delle foreste per arginare il riscaldamento globale”.

CONFERENZE
MARTEDÌ 26 LUGLIO – ORE 17.30 – Aula magna Campus Luigi Einaudi
2022 – 2030: OTTO ANNI PER FERMARE LA CRISI CLIMATICA
Da 3 anni il movimento Fridays For Future unisce ragazzi e ragazze in tutto il mondo che hanno a cuore il futuro del nostro Pianeta. In questi anni, in cui però abbiamo vissuto anche una pandemia globale e una nuova guerra in Europa, è cambiata la sensibilità sul tema della crisi climatica?
Qual è il ruolo della scienza, dell’università, del mondo associativo, del sindacato nell’affrontare la crisi climatica? Cosa devono fare queste realtà per evitare che il collasso climatico metta a repentaglio la sopravvivenza stessa della nostra specie?

Ne discutiamo con:
Panel scienza e università
• Antonello Provenzale, Direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR
• Elisa Palazzi, Docente di Fisica del Clima all’Università di Torino
• Stefano Geuna, Rettore dell’Università di Torino
• Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino
• Patrizia Lombardi, Presidente del Comitato di Coordinamento RUS
Panel associazionismo e mondo del lavoro: il modello di sviluppo
• Carlo Petrini, Fondatore di Slow Food
• Luciana Castellina, Presidentessa onoraria di ARCI, Fondatrice de Il Manifesto
• Michele De Palma, Segretario Fiom

Panel associazionismo e mondo del lavoro: pratiche locali di iniziativa e costruzione di reti territoriali per affrontare la crisi climatica
• Walter Massa, Presidenza nazionale ARCI
• Dario Salvetti, Rappresentante Sindacale Unitario GKN
• Maria Josè Fava, Referente Libera Piemonte

VENERDÌ 29 LUGLIO – ORE 14.30 – Aula magna Campus Luigi Einaudi
“LA GRANDE CECITÀ”: COME RACCONTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI NEI MEDIA
Chi comunica il cambiamento climatico trova davanti a sé diversi ostacoli, che non riguardano solo la caratteristica complessità di un argomento scientifico. Ci sono barriere da superare, innalzate dalla natura intrinseca del problema. Distanze psicologiche, temporali e fisiche da colmare. In che modo possono i media e le principali testate
giornalistiche comunicare l’urgenza del nostro tempo?
Ne discutiamo con:
• Agnese Pini, direttrice de La Nazione
• Maurizio Molinari, direttore di La Repubblica
• Riccardo Luna, direttore di Green&Blue
• Elena Ciccarello, direttrice di La Via Libera
• Salvatore Cannavò, vice direttore de Il Fatto Quotidiano
Modera: Ferdinando Cotugno, giornalista

VENERDÌ 29 LUGLIO – ORE 17 – Aula magna Campus Luigi Einaudi
LA CRISI CLIMATICA È UNA CRISI SANITARIA
Pochi mesi fa la prestigiosa rivista Lancet ha pubblicato un rapporto intitolato “Codice rosso per un futuro sano”: secondo lo studio, l’impatto del cambiamento climatico in tutto il mondo sta diventando il fattore che più di ogni altro definisce la qualità della salute. Gli impatti della crisi climatica sulla salute umana saranno sempre più pericolosi, causando l’aumento dei decessi per le ondate di calore, una maggiore incidenza di alcune patologie invalidanti o letali, e – non ultimo – la diffusione di epidemie. Quali sono, nello specifico, i rischi che correranno
nei prossimi anni i paesi come l’Italia? Che effetto hanno le azioni di contrasto alle emissioni sulla salute delle persone?

Ne discutiamo con:
• Paolo Vineis, ordinario di Epidemiologia Ambientale presso l’Imperial College di Londra
• Anna Ravetti, Medico e coordinatrice della commissione ambiente dell’Ordine dei Medici di Torino
• Guido Giustetto, Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Torino
• Claudio Gianotti, Medico – ISDE Giovani

 



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