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Il monumento del Generale Govone ad Alba si sposta davanti alla caserma Govone

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Il monumento equestre dedicato al Generale Giuseppe Govone (Isola d’Asti, 19 novembre 1825 – Alba, 25 gennaio 1872) avrà una nuova collocazione: l’area antistante l’ex caserma che porta il suo nome tra corso Europa e corso Banská Bystrica.

Dopo che era emersa la necessità di spostare la statua da piazza Ferrero, oggetto in queste settimane di un importante restyling, la nuova sede, in prossimità della Zona H, era una delle proposte valutate in commissione consiliare, ritenuta idonea perché già legata al nome del militare albese, cui sono dedicati anche una via del centro storico e il Liceo classico, e di grande visibilità e passaggio. In occasione del posizionamento che avrà luogo il 19 novembre, anniversario di nascita, l’Amministrazione comunale ricorderà la figura del Generale.

Giuseppe Govone nacque a Isola d’Asti nel 1825 da una nobile famiglia di Alba. Ufficiale di carriera, svolse incarichi di addetto militare all’estero, partecipando poi alle tre Guerre d’Indipendenza e alla Guerra di Crimea; promosso Generale e eletto deputato dopo l’Unità, nel 1870, in qualità di Ministro della Guerra, preparò le forze per liberare Roma. Due anni più tardi morì ad Alba.

Per onorare la sua memoria la città nel 1929 pensò di dedicargli un monumento equestre realizzato dallo scultore Arturo Stagliano e collocato in quella che oggi è piazza Ferrero. Pochi anni dopo, nel 1941, venne fuso per ricavarne cannoni per il secondo conflitto mondiale. Nel 2000, essendo ancora conservato nei magazzini del comune il calco in gesso, in occasione dei 175 anni dalla nascita di Govone, l’Amministrazione comunale pensò di rifondere il monumento, recupero che ha richiesto quattro anni di lavoro ed è stato eseguito dallo scultore Sergio Unia.

Ricollocata nel 2004 in piazza Savona, oggi Ferrero, la scultura in bronzo, posta su un alto basamento in calcestruzzo, ritrae il generale con sguardo fiero, che poggia i piedi ben saldi nelle staffe e cavalca il destriero, colto mentre s’impenna. Con la mano sinistra impugna le redini, mentre nella destra regge il cappello, abbigliato nella divisa da generale con la lunga spada. Si nota grande attenzione per i dettagli, tanto nella realizzazione dell’abito di Govone, quanto nei finimenti del cavallo. Anche il viso del Generale, fedele ai tratti fisionomici, si rivela essere un vero ritratto, caratterizzato da realismo ed eseguito con maestria.

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