Giovane violentata nel residence universitario a Torino, è un 17enne il ragazzo identificato grazie a un fotogramma e al dna

E’ un 17enne italiano di origine centrafricana, il ragazzo fermato nel pomeriggio di ieri e gravemente indiziato della violenza sessuale commessa in data 30 ottobre 2022 presso la residenza universitaria “Paolo Borsellino”, sita in  via Paolo Borsellino 42 a una giovane studentessa universitaria lì dimorante.

Il giovane è stato individuato  da un equipaggio di Squadra Volante, grazie ai fotogrammi estratti dai filmati degli apparati di videosorveglianza acquisiti ed esaminati dagli investigatori, opportunamente distribuiti al personale del controllo del territorio.

Quando è stato fermato indossava gli stessi jeans strappati che aveva la notte dell’aggressione, descritti dalla vittima e immortalati nei frame dei fotogrammi estratti dai filmati degli apparati di video sorveglianza acquisiti ed esaminati dagli investigatori.

I pregressi riscontri investigativi e le risultanze di natura scientifica, sviluppate dal locale Gabinetto di Polizia Scientifica, hanno consentito di costituire un solido quadro indiziario, in virtù del quale è stata adottata la misura precautelare.

A casa del giovane gli inquirenti hanno ritrovato una catenina d’oro rotta, forse strappata la notte dell’aggressione alla vittima.

Il 17enne, con alle spalle dei precedenti per piccoli reati, non ha avuto nessuna reazione: non ha risposto alle domande agli agenti e non ha chiesto spiegazioni. A quanto si apprende non è residente in città e spesso non dormiva a casa sua, dove abita con la famiglia.

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, assumendo la titolarità delle indagini, ha inteso esprimere il suo vivo apprezzamento per l’importante risultato investigativo, frutto del lavoro corale, professionale e coordinato delle varie articolazioni della Polizia di Stato interessate.

Il procedimento penale, nell’ambito del quale è maturata la misura del fermo, versa nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.

 

 

 



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