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Torino, l’edizione di quest’anno di CinemAmbiente sarà dedicata al suo fondatore Gaetano Capizzi

Il Festival si terrà dal 4 al 9 giugno e la sua guida sarà affidata a Lia Furxhi

Elena Prato

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TORINO – L’edizione di quest’anno del Festival CinemAmbiente si svolgerà a Torino da martedì 4 a domenica 9 giugno e sarà dedicata al suo fondatore e storico direttore, Gaetano Capizzi, scomparso lo scorso ottobre.

 

Quest’anno, la guida del Festival sarà affidata a Lia Furxhi, che per molti anni, fino al 2015, aveva affiancato Capizzi nell’organizzazione delle varie edizioni. Come riportato da ANSA, la neodirettrice Furxhi ha dichiarato che gli organizzatori si augurano «di riuscire a far sì che la prossima edizione sia nel solco di una piena continuità con il Festival creato da Gaetano Capizzi, in particolare per quella che è stata sempre la sua forza e la sua cifra distintiva, ovvero il rigore documentario e scientifico».

 

Questa edizione del Festival, organizzato dal Museo del Cinema, si strutturerà come sempre in due sezioni competitive (Concorso internazionale Documentari e Concorso internazionale Cortometraggi), il cui bando di concorso, dedicato a film a tematica ambientale prodotti dopo il primo gennaio 2022, rimarrà aperto fino al 31 marzo. Accanto alle due sezioni competitive, ci saranno non solo quelle non competitive di Made in Italy, Panorama e CinemAmbiente Vr, ma anche le iniziative extra-cinematografiche, quali incontri, convegni ed eventi speciali, destinate alla promozione della cultura ambientale.

 

«La prospettiva di un pianeta sostenibile diventa ogni giorno più urgente. Servono più che mai spazi di discussione e approfondimento che permettano a un pubblico sempre più ampio di sviluppare consapevolezza e ispirare azioni concrete per la salvaguardia dell’ambiente. Da anni Cinemambiente si impegna a offrire al pubblico una rassegna significativa, con una pluralità di sguardi provenienti da tutto il mondo, dando voce a esperti e ricercatori e promuovendo il dialogo e il confronto con coloro che hanno scelto il cinema come strumento per diffondere istanze collettive», sottolineano Enzo Ghigo e Domenico De Gaetano, presidente e direttore del Museo del Cinema.

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