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Cultura

Si rinnova il Museo Egizio di Torino, chi sarà il nuovo direttore?

A Christian Greco è stato proposto di guidare il Museo archeologico altoatesino di Ötzi

Gabriele Farina

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TORINO – Sono giornate importanti per il Museo Egizio di Torino, proprio mentre le visite sono sospese per permettere la parte più impattante del cantiere. Si stanno infatti decidendo le nuove nomine che sono, in tempi diversi in scadenza.

La presidente della Fondazione del Museo delle Antichità Egizie, Evelina Christillin, è in scadenza a fine novembre 2024, il consiglio di amministrazione nel settembre 2025 e il direttore Christian Greco a giugno 2025. Questo disallineamento crea qualche difficoltà.

Per questo motivo i soci della Fondazione, Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, si sono mossi per chiedere una proroga del mandato di Evelina Christillin sostenuti da 350 egittologi che in una lettera si sono schierati a sostegno della guida attuale della fondazione. La Presidente si è detta disponibile al prolungamento per concludere i lavori del bicentenario, ma ha escluso un nuovo mandato quadriennale.

Chi sarà il nuovo direttore?

Il tema più caldo è ovviamente quello del direttore. Christian Greco, da 10 anni in carica, è stato unanimamente apprezzato dal mondo scientifico, al punto da aver ricevuto più volte premi per il suo lavoro. Molto minore l’apprezzamente da parte della politica di destra italiana. Il che vuol dire, che è praticamente impossibile il rinnovo, viste le posizioni dell’attuale governo.

Ovviamente un Christian Greco libero fa gola a molti e sarebbe già arrivata sulla sua scrivania la proposta della giunta provinciale di Bolzano per guidare il Museo archeologico altoatesino di Ötzi. Non ci sono invece, almeno per il momento, ipotesi serie per la nuova direzione del Museo Egizio.

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1 Commento

1 Commento

  1. Avatar

    Matteo

    20 Giugno 2024 at 16:58

    Io ritengo che non abbia senso che un egittologo di fama mondiale come Greco vada a dirigere un museo come quello di Bolzano, non perchè non sia un’istituzione importante, ma perchè molte delle sue competenze non troverebbero applicazione in quel contesto, soprattutto a livello di ricerca. Greco verrà conteso da istituzioni estere e non mi sentirei di biasimarlo se accettasse di andarsene di nuovo. Da piemontese spero solo che l’eredità del lavoro che ha fatto non venga distrutta da chi verrà messo al suo posto.

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