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CronacaTorino

Condannato a 3 anni e 7 mesi un passeur di persone migranti a Torre Canavese

L’inchiesta suggerisce che la rete di trafficanti potrebbe essere più ampia

Luca Vercellin

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TORRE CANAVESE – Il traffico di migranti, organizzato da una banda con base a Torre Canavese, ha avuto come punto di snodo un’area a circa 40 chilometri a nord di Torino, in un piccolo comune di 600 abitanti.

La rete, che operava sotto la guida di Nasir Shah, 40 anni, è stata recentemente scoperta grazie all’intervento delle forze dell’ordine.

Nel 2023, i carabinieri hanno fatto irruzione in un appartamento nel centro del paese, trovando 25 migranti senza documenti, stipati in una stanza. Dormivano per terra e non avevano la possibilità di uscire, aspettando di essere trasportati oltreconfine.

Le indagini hanno rivelato che i migranti erano pakistani e indiani, arrivati in Italia attraverso la rotta balcanica, passando da Slovenia e Austria.

Una volta giunti a Milano, seguivano le indicazioni dei trafficanti per raggiungere Torino e infine Torre, dove erano raggruppati. I viaggi avvenivano principalmente in treno, ma anche in auto, con fino a 11 persone a bordo.

Il sistema di traffico era collaudato e frequentissimo, con un’efficace rete di supporto che comprendeva auto, immobili e persone. Questo tratto della rotta migratoria era solo una piccola parte di un lungo viaggio, ma comunque ben organizzato.

La banda capeggiata da Nasir Shah è stata accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e Shah è stato condannato a 3 anni e 7 mesi di carcere.

Anche i suoi complici hanno ricevuto pene fino a due anni di reclusione. L’inchiesta suggerisce che la rete di trafficanti potrebbe essere molto più ampia di quanto finora accertato.

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