Seguici su

CittadiniCronaca

Ministero ritira quattro lotti di friarielli alla napoletana prodotti da un’azienda di Salerno: rischio botulino

Ministero della Salute richiama 4 lotti di friarielli Ciro Velleca per rischio botulino. Collegate indagini sul caso di Diamante

Pubblicato

il

SALERNO – Il ministero della Salute segnala il rischio di contaminazione da tossina del botulino in quattro lotti di “friarielli alla napoletana” prodotti dall’azienda Ciro Velleca Srl di Via Cangiani 16 a Scafati (SA).

I due marchi dei prodotti sono:

Bel Sapore: lotto 060325 (scadenza 06/03/2028), lotto 280325 (scadenza 28/03/2028)

Vittoria: lotto 280325 (scadenza 28/03/2028), lotto 290425 (scadenza 29/04/2028)

Si raccomanda il ritiro del prodotto eventualmente in giacenza.

IL CASO DI DIAMANTE (CS)

Il richiamo è stato emesso in seguito al caso di Diamante, in provincia di Cosenza, in cui il titolare di un food truck che vendeva panini ha intossicato 14 persone e altre 2 sono morte per la tossina del botulino. In quel caso erano incriminati dei broccoli prodotti in un’azienda di Sant’Anastasia, in provincia di Napoli.

La Procura di Paola ha aperto un’inchiesta, iscrivendo nove persone nel registro degli indagati: il titolare del food truck, tre rappresentanti legali delle ditte fornitrici e cinque medici che avevano in cura le vittime. Le accuse, a vario titolo, sono di omicidio colposolesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive.

COS’È IL BOTULISMO

Il botulismo è una malattia neuro-paralitica causata dalle tossine dei clostridi produttori di tossine botuliniche. Questi microrganismi sono ubiquitari e si possono ritrovare, principalmente sotto forma di spora, in molteplici ambienti come il suolo, i sedimenti marini e lacuali, il pulviscolo atmosferico e gli alimenti.

Le spore sono forme di resistenza che il microrganismo adotta in condizioni avverse. Gli consentono di rimanere quiescenti per lunghi periodi (anche diversi decenni) e di trasformarsi in cellule vegetative non appena le condizioni ambientali diventano favorevoli.

Le condizioni favorevoli per lo sviluppo dei clostridi produttori di tossine botuliniche sono:

  • assenza di ossigeno
  • substrati non troppo acidi (pH> 4.6) e che contengono elevate quantità di acqua libera (l’acqua che può essere utilizzata dal microrganismo per svolgere le sue funzioni vitali – in gergo si chiama activity water e il valore limite al di sotto del quale il botulino non riesce più a svilupparsi è di 0,935)
  • substrati contenenti fonti di proteine consistenti (perché questi microrganismi non sono in grado di sintetizzare tutti gli amminoacidi).

Clostridium botulinum, il più noto tra i clostridi produttori di tossine botuliniche, è stato descritto come il microrganismo responsabile del botulismo per la prima volta nel 1897 da Emile van Ermengem, in seguito a un focolaio di botulismo alimentare verificatosi nella cittadina belga Ellezelles, in occasione di un funerale. La malattia prende il nome dal termine latino botulus (salsiccia) perché la sua descrizione fu associata inizialmente al consumo di salsicce preparate in casa. Tuttavia, almeno in Italia, la maggior parte dei casi di botulismo è correlata al consumo di prodotti di origine vegetale.

Le tossine botuliniche sono gli agenti che causano il botulismo, a prescindere dalla forma della malattia. A livello biochimico sono proteine globulari che si disattivano al calore (diversamente dalle spore che sono molto resistenti ai trattamenti termici) e che vengono considerate il veleno naturale più potente per l’uomo. L’assunzione di piccolissime quantità di alimenti contaminati con le tossine botuliniche può provocare la malattia e addirittura essere fatale, per questo motivo si sconsiglia di assaggiare gli alimenti nel sospetto che siano contaminati.

Dal momento che una delle condizioni imprescindibili affinché le spore siano in grado di svilupparsi è l’assenza di ossigeno, gli alimenti freschi (insalata, pane, pasta, ecc.) non sono a rischio botulismo. Sono a rischio, invece, le conserve e le semi-conserve non acide o che non hanno subito trattamenti di acidificazione/fermentazione. Le conserve di produzione industriale generalmente non sono pericolose perché le tecnologie di produzione sono ben standardizzate e consentono il controllo dello sviluppo e della tossinogenesi dei clostridi produttori di tossine botuliniche. Le conserve effettuate in ambito domestico sono più pericolose perché spesso vengono effettuate seguendo ricette tramandate nel tempo e rivisitate per ridurre il quantitativo di agenti protettivi (in primis aceto e sale), senza alcun fondamento scientifico.

In Italia, gli alimenti di produzione domestica che maggiormente sono responsabili dei casi di botulismo sono le olive nere in acqua, le conserve di funghi sott’olio, le conserve di cime di rapa, le conserve di carne e di pesce (soprattutto tonno).

 

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *