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Prima mondiale a Torino: alle Molinette ricostruiti i nervi del pene, torna l’erezione naturale dopo la prostatectomia

Un intervento rivoluzionario di re-innervazione peniena apre nuove prospettive nella riabilitazione sessuale post-tumore alla prostata: a Torino restituita la potenza sessuale naturale a pazienti finora senza alternative.

Luca Vercellin

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TORINO – Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, dove è stato eseguito con successo il primo intervento al mondo di re-innervazione peniena. La tecnica innovativa consente di ripristinare l’erezione naturale in uomini che, a causa dell’asportazione della prostata per tumore, avevano perso in modo irreversibile la potenza sessuale.

Come funziona la nuova tecnica

L’intervento – ideato e condotto dall’équipe guidata dal professor Paolo Gontero, direttore della Clinica Urologica universitaria – prevede il collegamento del nervo gracile, prelevato da un muscolo della coscia, alle fibre nervose autonomiche dei corpi cavernosi, che controllano l’erezione.
Si tratta di un approccio mai tentato prima: mira a riattivare il meccanismo fisiologico dell’erezione nei casi in cui i tradizionali farmaci orali, come le cosiddette “pillole blu”, risultano inefficaci.

«Per molti uomini giovani sopravvissuti al cancro della prostata, la perdita di potenza sessuale è una ferita profonda che colpisce identità e qualità di vita», spiega Gontero. «Quando la malattia è troppo avanzata e non si può preservare il nervo, questa tecnica offre la possibilità concreta di recuperare la funzione naturale. Diversamente dalle protesi, che garantiscono erezioni meccaniche ma non fisiologiche, qui parliamo di erezioni spontanee, con un impatto psicologico straordinario».

Non solo funzione: un cambiamento profondo nella vita dei pazienti

Il valore di questa innovazione va oltre l’aspetto strettamente clinico. Il ritorno dell’erezione naturale significa ritrovare sicurezza, autostima e intimità di coppia.
«Molti pazienti ci raccontano che la differenza tra una protesi e un’erezione spontanea non è solo tecnica – aggiunge Gontero – ma riguarda il modo in cui si percepiscono come uomini e partner».

I primi dati clinici sono promettenti: la tecnica ha mostrato un miglioramento fino all’80% dei casi e erezioni spontanee efficaci nel 65% dei pazienti trattati – risultati mai raggiunti con i protocolli riabilitativi tradizionali.

“Non un esperimento, ma un cambio di paradigma”

«Non si tratta di un trattamento sperimentale isolato – precisa il dottor Marco Falcone, responsabile del progetto – ma di una procedura riproducibile, basata su evidenze precliniche e su un’attenta selezione dei pazienti. L’obiettivo è restituire loro non solo una funzione biologica, ma la possibilità di vivere una vita affettiva e sessuale piena».

L’intervento è stato presentato in live surgery durante il congresso ESGURS 2025 a Torino, davanti a oltre 350 esperti internazionali, confermando il ruolo della città come hub mondiale dell’innovazione urologica.

Nuove prospettive nella riabilitazione sessuale post-tumore

Se confermati da studi clinici su larga scala, questi risultati potrebbero cambiare radicalmente il futuro della riabilitazione sessuale per i pazienti sottoposti a prostatectomia oncologica.
La prospettiva è quella di offrire agli uomini non solo la sopravvivenza alla malattia, ma anche il recupero di una piena qualità di vita – un obiettivo fino a ieri considerato impossibile.

«Questa tecnica rappresenta un cambio di paradigma – conclude Gontero – perché mette al centro non solo la cura del tumore, ma il benessere globale della persona, restituendo dignità e identità a chi pensava di averle perdute».

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