CronacaCulturaTorino
Portici di carta, dopo i le devastazioni a Torino alcune librerie rinunciano ad esporre
Portici di carta è partita in maniera monca. Al momento non abbiamo ancora i numeri di quanti espositori abbiano rinunciato a partecipare.
TORINO – Le devastazioni portate dalla frangia più estremista del corteo per la Palestina di ieri sera hanno causato gravi danni a Portici di carta. L’organizzazione ha provato a rimediare nella notte ma non è stato possibile recuperare tutto.
Così diversi espositori, editori e librerie, si sono trovati questa mattina senza postazione. Mancano tavoli e sedie (distrutti dai violenti), mancano indicazioni precise e l’organizzazione fatica a venire a capo dell’emergenza.
Alcune librerie hanno così deciso, loro malgrado, di rinuciare a partecipare a questa edizione di Portici di Carta. Si tratta più che altro di chi avrebbe dovuto avere lo stand in piazza Castello, centro dei disordini di ieri.
E’ il caso della Libreria del Golem, che scrive sui social: “Per questi due giorni non ci troverai a Portici di Carta.
Perché? Siamo arrivati in piazza Castello alle 8 per allestire e non abbiamo trovato né tavoli né indicazioni.
Che cosa è successo? Questa notte, nel caso non lo sapessi, ci sono stati degli scontri in centro a Torino successivi alla Manifestazione, che hanno portato a un’evidente difficoltà organizzativa.
Stiamo boicottando l’evento?
No, però con altre librerie della nostra area abbiamo discusso a lungo sull’esistenza dei presupposti per il corretto svolgimento di Portici. Il fatto che la discussione sia stata così lunga (3 ore) evidenzia, almeno per noi, la mancanza degli stessi”.
Poi La Libreria del Golem passa alle considerazioni sociali e politiche, che tanta parte hanno in questa storia. “Manifestazioni spontanee con cui concordiamo, lavorare in modo corretto e con principi saldi, evitando scollamenti con il reale.
Le risposte che ci sono state date da chi rappresentava il Comune ci sono sembrate molto lontane dalla nostra idea di lavoro in termini etici e realistici. Il mondo del libro è spesso riempito da frasi fatte e altisonanti (la retorica della “cultura per la cultura”), ma in realtà è costruito da persone che montano tavoli, che scaricano libri e che provano a venderli.
Ma con chi staremmo parlando in questa piazza oggi? Con le tende di chi fa presidio in quella che viene nominata Piazza Palestina? Con le altre manifestazioni che ci auguriamo partiranno nel pomeriggio? Con i poliziotti che già circolano?
E quindi?
Ci sono state librerie che hanno preso la stessa decisione, altre che no. Per noi librai la mancata partecipazione comporta un grosso danno economico (questo lo devo dire e lo voglio dire, nonostante non si parli mai della questione nel nostro campo), in queste condizioni per noi di questa libreria comporterebbe un venir meno ai principi in cui crediamo”.
Stessa decisione è stata presa dalla Libreria Therese: “Visti gli episodi delle ultime ore in città e dopo una mattinata di riflessioni e confronti con le colleghe e i colleghi librai abbiamo deciso che per noi non sussistevano le condizioni per partecipare a questa edizione di Portici di carta.
Non lo facciamo a cuor leggero e scrivere queste righe per noi è difficile ma crediamo che questa sia la scelta giusta”.
Assente anche Binaria: “L’impossibilità di allestire per tempo a causa dei danni provocati all’organizzazione nella notte e la preoccupazione per la situazione generale non ci mette nelle condizioni di partecipare con la serenità e l’entusiasmo che abbiamo sempre riservato a una manifestazione che, ormai diciotto anni fa, abbiamo contribuito a creare.
Rispettiamo tutte le sensibilità e gli sforzi per normalizzare una situazione che, però, normale non è. Oggi Portici di Carta diventa maggiorenne e ci saremmo aspettati una maggiore condivisione e una maggiore co-responsabilità da parte dei librai se davvero si pensa ancora che siano loro e che siamo noi i veri protagonisti di questa manifestazione.
Proviamo a ripartire da qui e speriamo di rivederci presto. In piazza, sotto i portici, in libreria.”
Così Portici di carta è partita in maniera monca. Al momento non abbiamo ancora i numeri di quanti espositori abbiano rinunciato a partecipare.
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