CronacaTorino
Mobilitazione Urgente di Torino per Gaza: “Israele ha rotto la tregua”
Centinaia in piazza Castello a Torino per denunciare la rottura della tregua a Gaza e chiedere la fine dei bombardamenti israeliani
TORINO – Circa un migliaio di persone si sono radunate oggi, giovedì 30 ottobre, in piazza Castello in protesta per la rottura della tregua a Gaza che i manifestanti attribuiscono ad Israele.
“Il regime israeliano ha ripreso i bombardamenti sulla Striscia causando oltre 100 morti nelle ultime 24 ore. Come sempre le zone prese di mira dalle forze di occupazione israeliane sono quelle nei pressi di ospedali, ad alta concentrazione di persone per arrecare il peggior danno possibile. A questi ennesimi vili attacchi bisogna rispondere con la mobilitazione nelle piazze” – scrive il movimento Torino per Gaza sui social.
Dopo il dibattito circa 700 persone si sono mosse in una manifestazione per il centro di Torino, dirette in via Po. “Israele ha rotto la tregua, lo sapevamo già non l’avrebbe rispettata. Stanno trovando qualsiasi pretesto pur di continuare a bombardare. Ma noi oggi siamo di nuovo qua perché l’unica pace che vogliamo è quella dove al tavolo, a deciderla, ci saranno i palestinesi”- si sente ai microfoni della manifestazione.
“Abbiamo scelto di bloccare tutto perché siamo consapevoli che il genocidio in Palestina è possibile perché qui, in Italia e in Europa, c’è un sistema politico ed economico che lo sostiene e quindi è proprio qui che possiamo inceppare quel sistema – si legge nella nota pubblicata sui social del movimento –. In tantissimi luoghi di lavoro, dalle fabbriche, alle scuole, dagli ospedali ai trasporti, alle università, ci siamo mobilitati per interrompere ogni complicità, ogni accordo con Israele, ogni indottrinamento alla guerra e allo sterminio”.
I manifestanti hanno poi tentato di entrare a Porta Nuova, presidiata dalla polizia, ma non ci sono riusciti. Si sono diretti quindi verso la stazione di Porta Susa, dove ci sono stati i momenti di tensione più alta. Qui hanno cercato di entrare e ci sono stati lanci di sassi e bottiglie.
Immagine di repertorio
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Ardmando
31 Ottobre 2025 at 8:59
Povera feccia comunista, che non ha altro da fare che inventare scuse per manifestare, scioperare e creare disagio ai cittadini onesti. Per cosa poi? Per una questione che NON riguarda l’Italia. Peccato che non si possano usare metodi appropriati per far cessare queste pagliacciate. Torino si conferma tra le capitali del disagio comunista, una città completamente lordata dal loro fetore e dal loro sudiciume.
ermandoMOSCIO
31 Ottobre 2025 at 12:55
possiamo usare metodi appropriati per far cessare le tue pagliacciate