Seguici su

LavoroPiemonte

Infortuni sul lavoro, Piemonte ancora in zona arancione: 83 vittime nei primi undici mesi del 2025

In zona rossa, ovvero quella con la più alta incidenza di infortuni mortali, si collocano Verbano-Cusio-Ossola, Cuneo e Alessandria

Gabriele Farina

Pubblicato

il

TORINO – Il bilancio degli infortuni sul lavoro in Piemonte continua a destare forte preoccupazione. Da gennaio a novembre 2025 le vittime sono state 83, di cui 61 decedute in occasione di lavoro, un dato in netto aumento rispetto alle 67 dello stesso periodo del 2024. Numeri che confermano una tendenza negativa e collocano la regione tra quelle a rischio superiore alla media nazionale.

A lanciare l’allarme è l’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, che nei giorni scorsi ha diffuso l’aggiornamento dei dati relativi agli infortuni mortali. «L’aumento dei casi e l’indice di mortalità superiore alla media nazionale confermano che la sicurezza sul lavoro resta una sfida critica per il Piemonte», sottolinea Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio. La regione si colloca infatti in zona arancione nella mappatura dell’emergenza, quella che raggruppa i territori con un rischio di mortalità più elevato rispetto al dato medio italiano.

L’indice di mortalità regionale si attesta a 32,9 morti per milione di occupati, contro una media nazionale pari a 30,7. Un divario che, secondo l’Osservatorio, evidenzia l’urgenza di rafforzare le politiche di prevenzione e di investire maggiormente nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Province: tre territori in zona rossa

Analizzando il rischio provincia per provincia, emerge un quadro ancora più articolato. In zona rossa, ovvero quella con la più alta incidenza di infortuni mortali, si collocano Verbano-Cusio-Ossola, Cuneo e Alessandria, con un’incidenza rispettivamente di 73,8, 41,9 e 40,2 morti per milione di occupati.

Seguono in zona arancione le province di Asti (32,5) e Torino (31,3), mentre Biella rientra in zona gialla con un’incidenza di 27,5. Le situazioni meno critiche si registrano a Vercelli (14,7) e Novara (12,7), entrambe in zona bianca, al di sotto della media nazionale.

Manifatturiero il settore più colpito

Sul fronte delle denunce di infortunio in occasione di lavoro, il settore più colpito in Piemonte è quello dell’Attività Manifatturiera, che a novembre 2025 conta 4.578 denunce. Seguono la Sanità (2.482), il Trasporto e Magazzinaggio (2.252), il Commercio (2.248) e le Costruzioni (2.072).

Un quadro che riflette la struttura produttiva regionale, ma che al tempo stesso evidenzia come i comparti a maggiore intensità di lavoro restino esposti a rischi elevati.

Un indicatore per misurare il rischio

L’Osservatorio Vega ricorda che l’incidenza degli infortuni mortali rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere e confrontare il fenomeno tra territori diversi: indica infatti il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa ogni milione di occupati presenti in una determinata area. Un parametro che consente analisi più omogenee, al di là delle differenze nella popolazione lavorativa.

«Questi numeri – conclude Rossato – sottolineano l’urgenza di adottare strategie efficaci e misure preventive più incisive per proteggere chi lavora». Un monito che, alla luce dei dati, appare sempre più difficile da ignorare.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *