CronacaTorino
Esplosione nella notte a Torino: colpito un negozio in via Don Bosco
In un primo momento si è pensato ad una grossa bomba carta, ma la violenza dello scoppio farebbe pensare a qualcosa di ancora più potente
TORINO – Notte di paura tra giovedì e venerdì nel quartiere San Donato, a Torino, dove una violenta esplosione ha interrotto il silenzio poco dopo la mezzanotte. Nel mirino una piccola rivendita di articoli all’ingrosso e al dettaglio aperta da poco in via Don Bosco 106, all’angolo con corso Regina Margherita.
L’ordigno, posizionato sullo scalino d’ingresso e vicino al muro, ha provocato danni ingenti. In un primo momento si è pensato ad una grossa bomba carta, ma la violenza dello scoppio farebbe pensare a qualcosa di ancora più potente: la serranda è stata letteralmente strappata dal muro, le vetrine sono andate in frantumi e la facciata del palazzo ha riportato danni evidenti. Gravemente colpito anche l’androne del civico 106, con tutti i vetri distrutti. Danneggiate inoltre diverse automobili parcheggiate nelle vicinanze, con finestrini e parabrezza in pezzi.
In molti hanno temuto per la stabilità dell’edificio e sono partite immediatamente le chiamate al 112.
Sul posto è scattata una massiccia operazione di soccorso: sono intervenuti numerosi mezzi dei vigili del fuoco, le volanti della polizia e le ambulanze del 118. Fortunatamente non si registrano feriti: solo tanta paura per gli abitanti della zona. Dopo i controlli tecnici, i vigili del fuoco hanno autorizzato il rientro dei residenti nelle proprie abitazioni, escludendo problemi strutturali. I danni, infatti, risultano circoscritti al piano terreno e non compromettono la stabilità del palazzo.
Le indagini
Ora l’attenzione si sposta sulle indagini. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza di individuare chi ha piazzato l’ordigno. Al tempo stesso si cerca di ricostruire il contesto: si verifica se il titolare del negozio abbia ricevuto minacce o avuto contrasti legati all’attività commerciale o ad altre circostanze.
Al momento nessuna pista viene esclusa: dall’ipotesi di un avvertimento, forse legato al racket, a quella di un messaggio intimidatorio diretto al titolare o a esercizi commerciali vicini. Resta sullo sfondo, anche se considerata meno probabile, l’ipotesi di un gesto vandalico compiuto da qualcuno che avrebbe collocato l’ordigno scegliendo il luogo in modo casuale.
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