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La storia di Torino Nuova Economia: dalla missione di riqualificazione dell’area di Mirafiori alla liquidazione
Il racconto del fallimento di una serie di tentativi a volte goffi di dare un nuovo futuro all’area di Mirafiori che sono costati milioni di euro
TORINO – L’Assemblea straordinaria dei Soci di Torino Nuova Economia, nella seduta del 23 dicembre 2025, ha deliberato la messa in liquidazione della società, gli Azionisti hanno deciso di di affidare l’incarico di Liquidatore al commercialista Davide Barberis.
Torino Nuova Economia S.p.A. (TNE) è stata per venti anni uno degli strumenti principali attraverso cui enti pubblici e privati hanno provato a trasformare il futuro economico e urbano delle aree industriali torinesi, in particolare quelle dell’ex stabilimento Fiat Mirafiori. Nata all’alba della riconversione post industriale di Torino, la società ha attraversato diverse fasi dalla valorizzazione urbanistica e immobiliare fino al concordato, passando per strategie di attrazione di investimenti e progetti per l’innovazione — per arrivare oggi alla messa in liquidazione societaria.
Torino Nuova Economia è stata costituita nel 2005 come società a capitale prevalentemente pubblico con l’obiettivo di gestire e valorizzare le aree dismesse dell’ex stabilimento Mirafiori di Torino, dismesse da Fiat e acquisite da un consorzio di enti locali e istituzionali. La partecipazione includeva Comune di Torino, Provincia di Torino, Regione Piemonte (attraverso Finpiemonte S.p.A.) e l’allora gruppo automobilistico — allora Fiat, oggi parte di Stellantis — con lo scopo di favorire la riqualificazione urbana, la riconversione industriale e la creazione di un polo tecnologico e produttivo di eccellenza nel cuore della città.
Tra gli incarichi di TNE rientrava la vendita e valorizzazione di lotti all’interno delle aree ex Fiat. Nel corso degli anni la società ha concluso diverse operazioni immobiliari con imprese locali e internazionali: un primo importante passo fu la vendita di un capannone a Tecnocad Progetti, simbolo di un’azione di rilancio dopo anni di difficoltà operative. Successivamente, altri lotti furono ceduti ad aziende come Amper Auto e al fondo internazionale Add On 2, completando la cessione delle aree principali della cosiddetta “Zona B” di Mirafiori in un percorso di progressiva valorizzazione.
Nonostante gli sforzi, TNE ha dovuto affrontare difficoltà finanziarie e contesti di mercato complessi che ne hanno ostacolato l’azione. Nel corso degli anni ’10 e ’20 la società è stata coinvolta in procedure concorsuali: nel 2019, il Tribunale di Torino ha omologato un concordato preventivo in continuità, che prevedeva il completo rimborso dei debiti verso i creditori — in particolare enti pubblici — e la possibilità di riprendere una gestione ordinaria delle attività.
Il piano concordatario fu accompagnato dal sostegno finanziario di Regione Piemonte e Comune di Torino, che impegnarono risorse per sostenere la strategia di rilancio industriale e la progressiva valorizzazione delle aree, con l’obiettivo di attrarre investimenti e riattivare attività produttive e di ricerca.
Negli anni successivi, TNE ha progressivamente venduto lotti per pagare i creditori e consolidare la propria posizione, mentre progetti di lungo periodo come il Manufacturing Technology Center, pensato per diventare un polo di innovazione e manifattura avanzata, sono stati promossi in accordo con istituzioni scientifiche e territoriali.
In un passaggio importante del suo percorso, TNE ha registrato nel 2012 il primo esercizio in attivo, con un utile di circa 200mila euro dopo anni di perdite, grazie alla conclusione di accordi transattivi, alla riduzione dei costi e all’avvio di procedure per insediamenti produttivi e immobiliari.
Questi risultati furono accolti come segnali positivi di una possibile ripresa e di una maggiore stabilità operativa, ma la società ha continuato ad affrontare sfide strutturali legate alla complessità del mercato immobiliare e alla trasformazione delle aree industriali dismesse.
Nonostante gli sforzi, il percorso di TNE si chiude nel 2025. La decisione di liquidare la società segna la fine della storia di una realtà nata con grandi ambizioni per la rigenerazione di un’area simbolo dell’economia torinese e il totale fallimento del lavoro di chi la ha gestita negli anni. La governance societaria ha visto, negli anni, nomine e rinnovi di amministratori e sindaci effettivi nominati dagli enti soci, con la presenza di figure di contatto tra la pubblica amministrazione e il mondo istituzionale locale.
La storia di Torino Nuova Economia è quella di una sfida imprenditoriale e istituzionale nata dall’esigenza di dare nuova vita a un simbolo dell’industrializzazione italiana come Mirafiori. Per oltre un decennio ha cercato di coniugare valorizzazione immobiliare, innovazione produttiva e rigenerazione urbana, conciliando gli interessi di enti pubblici, imprese e comunità locali La decisione di liquidare la società chiude un capitolo importante ma lascia aperte le questioni sul futuro delle aree dismesse e sul modello di sviluppo economico che si vuole perseguire per la città di Torino e il suo territorio.
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