EventiFotogalleryTorino
Massimo Silverio, rito sonoro al Magazzino sul Po: il racconto di un concerto atipico
Le foto e le sensazioni di un’esperienza immersiva dal punto di vista di chi l’ha vissuta
TORINO – Non un semplice concerto, forse un attraversamento. Massimo Silverio, una delle voci più originali della scena indipendente italiana, è salito sul palco del Magazzino sul Po lo scorso 23 gennaio portando a Torino il suo nuovo progetto, Surtùm: un lavoro che affonda nelle radici arcaiche della Carnia e le restituisce attraverso una scrittura musicale contemporanea, stratificata, profondamente evocativa.
Elemento centrale è la lingua friulana, non come vezzo folkloristico ma come strumento espressivo autentico. Silverio canta nel dialetto delle sue vallate, trasformandolo in materia sonora viva, capace di evocare paesaggi, memorie e ritualità ancestrali. Dal vivo, il concerto assume i contorni di un vero e proprio rito: basso, violino e percussioni costruiscono un tappeto ipnotico su cui la voce si muove come un richiamo antico, sospeso tra canto, preghiera e racconto.
A raccontare l’esperienza dal pubblico è il Daniele Lisi, fotografo presente alla serata, che descrive così l’impatto del live:
“Al primo ascolto può ricordare un uso della voce come puro strumento o esercizio di stile, ma qui il linguaggio non è inventato: è reale, è vissuto. Silverio usa il friulano per esprimersi senza filtri, senza sforzi. Non è il classico concerto dal clima euforico: è un’esperienza che richiede ascolto e presenza”.
Un ascolto che quindi diventa viaggio, attraversamento. “Sembrava di attraversare un bosco d’inverno – racconta Lisi – una sensazione data da questa “lingua dura”, accompagnata da basso, violino e percussioni. C’è un mix fortissimo tra moderno e antico: i suoni elettronici convivono con canti e preghiere che sembrano affiorare dalla sua voce”.
Massimo Silverio esprime così la sua capacità di trasformare il concerto in un’esperienza immersiva, dove territorio, lingua e suono diventano un unico corpo narrativo.
Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

