CronacaTorino
E’ morto Giorgio Vigna, ultimo partigiano della Brigata Stellina
La sua eredità, fatta di coraggio e responsabilità, rimarrà viva nelle storie che continueranno a essere raccontate
TORINO – Alla vigilia della Giornata della Memoria, la Valle di Susa e tutta la comunità piemontese perdono una delle voci più autentiche della Resistenza. Giorgio Vigna, 98 anni, l’ultimo partigiano ancora in vita della leggendaria Brigata Stellina, si è spento lasciando un vuoto difficile da colmare.
Viveva a Mompantero e fino agli ultimi anni non aveva mai smesso di parlare ai giovani del coraggio, della solidarietà e dei valori che animarono la lotta partigiana. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo ricorda la sua voce ferma e decisa, capace di far rivivere le notti difficili, le fughe tra i boschi e la speranza incrollabile di chi combatteva per la libertà.
“Non solo la Valle di Susa lo piange”, commenta Jacopo Suppo, vicesindaco della Città metropolitana di Torino. “Giorgio aveva una tempra straordinaria nel raccontare la storia al fianco del Comandante Laghi, Giulio Bolaffi. La sua testimonianza era un dono prezioso, un ponte tra il passato e le nuove generazioni”.
La Brigata Stellina, famosa per la sua azione determinante durante l’occupazione nazifascista, aveva trovato in Giorgio Vigna un testimone instancabile. Ogni racconto, ogni aneddoto, non era solo memoria: era insegnamento, monito e invito a non dimenticare mai.
Oggi la comunità si stringe nel ricordo di un uomo che ha dedicato la vita a difendere la libertà e a educare i giovani. La sua eredità, fatta di coraggio e responsabilità, rimarrà viva nelle storie che continueranno a essere raccontate. Giorgio Vigna non è solo un simbolo della Resistenza piemontese: è un esempio universale di impegno civile e umano, che continuerà a ispirare chiunque voglia conoscere e custodire la memoria della nostra storia.
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